Heroes Prize Competition, ecco le finaliste!

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Agosto 2017 – Manca poco alla seconda edizione dell’Heroes Prize Competition. La competizione, organizzata nell’ambito di Heroes, meet in Maratea e riservata alle migliori idee d’impresa del Paese, è già entrata nel vivo, con la pubblicazione della lista delle partecipanti alla fase finale.

Le 51 startup migliori, selezionate tra le oltre 130 pervenute, sono già pronte a sfidarsi a suon di pitch nel corso della tre giorni marateota. L’elenco comprende, oltre alle 40 selezionate a seguito del lancio della call, i vincitori dei contest locali realizzati nell’ambito delle università e di altri eventi territoriali.

Per conoscerle meglio, ecco una serie di dati che ci anticipano cosa succederà a Maratea, e quali sono i principali trend della gara che si chiuderà a settembre.

Settore di riferimento

Dall’analisi dei dati relativi ai partecipanti, emerge che il numero maggiore di startup giunte in finale appartiene al settore del Digital Health. Una rilevazione, pari al 13,7% sul totale, che conferma la tendenza già rilevata lo scorso anno, con il trionfo di dbGLOVE, dispositivo indossabile a sostegno di non vedenti e non udenti.

In seconda posizione realtà appartenenti alla categoria dell’Internet of Things, con l’11,8% delle finaliste. E poi, a pari merito, Food and Beverage e Marketplace, al 9,8%. Un dato in cui si rispecchia la richiesta di innovazione, anche nell’ambito di settori più tradizionali.

Revenue Model

Il 41,2% delle statup selezionate per l’ultima fase dell’Heroes Prize Competition adotta il modello di business B2B2C.

Lo rivela l’analisi dei dati di registrazione, secondo cui il Business to Business to Consumer supera ogni altro modello per quantità di realtà che lo rappresentano. Un dato che testimonia la forte presenza nella competizione di realtà digitali e legate al web.

In seconda posizione in termini numerici le idee d’impresa associabili al modello B2B, qui al 39,2%. In coda il B2C, al 19,6%.

Stadio di sviluppo

Per quanto riguarda lo stadio di sviluppo, si contenderanno il premio finale il 33,3% di startup in fase Seed. Per queste realtà, un’importante occasione di crescita, anche grazie alla possibilità di confronto con investitori provenienti dall’Italia e dall’estero.

Sul podio, in seconda posizione a pari merito, progetti d’impresa in fase Pre-Seed ed Early Stage, qui al 27,5%. L’11,8% delle realtà candidate si trova invece in fase Advanced.

Un ulteriore indicatore del livello delle startup partecipanti alla competizione è la presenza o meno di uno sviluppatore nel team. Rispetto al totale delle selezionate, è il 72,5% delle partecipanti ad avere questo tipo di figura a disposizione.

Provenienza geografica

La partecipazione del territorio in cui si svolgerà la manifestazione si deduce dai dati relativi alla provenienza geografica delle startup che raggiungeranno Maratea per la fase finale della competizione. In particolare, il 51% ha origine nel Sud Italia. Segue il Nord, al 27,5%, e il Centro, al 15,7%, mentre il 5,9% dei progetti hanno origine fuori dall’Italia.

Le province più presenti sono Milano e Roma, rispettivamente al 13,7% e all’11,8%. Napoli e Bari pari merito in terza posizione, con il 9,8% dei progetti generati nella propria area.

Direzione Maratea

Alle startup qui analizzate si aggiungono le realtà selezionate a seguito della call internazionale. Ad oggi sono oltre 25 i team che hanno fatto richiesta di partecipazione, per ciascuno dei paesi partner: Israele, Francia, Spagna, Svizzera, Grecia, Germania, Cipro, Malta, Marocco, Algeria e Tunisia. 5 le finaliste per ciascuno di essi.

Con tutte loro l’appuntamento è a Maratea, con la fase finale della competizione, e con tutti gli altri spazi riservati alle startup. Anche le non finaliste, infatti, avranno modo di entrare a contatto con investitori, innovatori e partner. Questo accadrà sia nella Social Arena, uno spazio in diretta social che ospiterà i pitch, sia nell’area dedicata al Business Matching, dove sarà possibile entrare in contatto con investitori, innovatori e partner.

Per tutte le presenti, una preziosa occasione di partecipazione e confronto, per costruire importanti occasioni di business.


Vi ricordiamo che per la nostra community c’è un codice sconto dedicato a chi vuole partecipare all’evento: HEROESMKAPPA

Il codice è attivo fino al 10 settembre, e prevede la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto: https://www.goheroes.it/it/iscrizioni-2017.html

Vi aspettiamo perchè… anche #questoèmarketing!

MARKAPPA è Media Supporter di HEROES, Meet in Maratea 2017!

eventi, Senza categoria

MARKAPPA è lieta di essere media supporter di Heroes,meet in Maratea 2017: seconda edizione dal 21 al 23 settembre 2017. Il più grande evento dell’euro-mediterraneo dedicato a futuro e impresa.

Di seguito vi mostreremo il comunicato stampa di questa interessante iniziativa, cui invitiamo tutti i nostri lettori alla partecipazione (in fondo all’articolo è presente una promo a voi dedicata), in quanto siamo certi che il connubio tra l’innovazione, la digital transformation e l’imprenditoria sia il vero motore del cambiamento del nostro paese.

 

Agosto 2017 – Si terrà dal 21 al 23 settembre prossimo la seconda edizione di Heroes, meet in Maratea, primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival. Protagonisti i principali leader mondiali d’impresa, business angels, investitori, intellettuali, policy makers e le migliori startup del bacino euromediterraneo.

Il Festival, giunto alla sua seconda edizione, si svolgerà a Maratea, in Basilicata. In programma incontri e laboratori, alternati a concerti, escursioni in barca e relax in spiaggia con alcuni dei principali nomi nazionali e internazionali dell’economia e dell’innovazione.

Attraverso keynote speech, worshop, tavole rotonde, interviste, hackathon, showcases e business meeting, Heroes si propone di favorire l’incontro, la collaborazione e la nascita di nuove alleanze tra la domanda e l’offerta di innovazione, attraverso un approccio orientato alla contaminazione e alla co-progettazione.

Al centro dell’attenzione saranno le idee, i progetti e le imprese più innovative e sostenibili e in grado di dimostrare la capacità di rispondere efficacemente alle principali sfide tecnologiche, sociali ed economiche del nostro tempo, in gara per l’Heroes Prize Competition.

Obiettivo dell’iniziativa, creare un modello unico in Italia, in grado di far convergere gli ecosistemi nazionali relativi a innovazione, startup e imprenditoria, oggi frammentati. Un’occasione di incontro e confronto tra mondo diversi eppur complementari quali piccole, medie e grandi imprese, istituzioni, università e nuovi luoghi dell’innovazione, compartecipi nella definizione di nuove strategie di benessere condiviso, di competitività e di occupazione.

Rispetto allo scorso anno, ancora più spazio sarà riservato agli ospiti internazionali. Parteciperanno all’evento, tra gli altri, Chris Walts, Associate Director Ogilvy London, Davide Venturelli, Artificial Intelligence, Quantum Computing, Nanosciences and Robotics (NASA, USRA, Archon), Marco Grossi, Senior Manager Facebook, Marie Stafford, European Director The Innovation Group, Janusz Marecki, Senior Research Scientist Google DeepMind, Polina Raygorodskaya, CEO & Co-Founder Wanderu, Rui P. G. Pereira, Senior Creative Technologist Google, Savannah Peterson, Founder and Chief Unicorn Savvy Millennial.

E poi, ancora, Alessandro Mazzù, Consulente di Web Marketing, Marco Attisani, Founder e Ceo Watly, Matteo Sarzana, General Manager Italy Deliveroo, Mirko Pallera, Founder Ninja Marketing e Ninja Academy, Oliviero Toscani, fotografo, Oscar Di Montigny, Chief Marketing, Communication, Innovation Officer Banca Mediolanum, Roberto Magnifico, Partner  LVenture Group.

L’iniziativa prevede quest’anno anche un’area espositiva dedicata alle startup, e una sezione dedicata alla sperimentazione. Si discuterà di temi di rilevanza sociale ed economica, come Industria 4.0, Intelligenza artificiale, Interazione uomo-macchina, Realtà aumentata e Virtuale, Fintech, Cyber security e Trasferimento tecnologico.

Inoltre, si affronterà il tema dell’evoluzione dei settori produttivi più tradizionali a seguito della Digital Transformation. Un’evoluzione che sta incidendo, ad esempio, su educazione, medicina e salute, energia e ambiente, cultura e turismo, artigianato, moda e commercio, sicurezza e inclusione sociale.

Sono attesi 150 ospiti, 500 startupper e 1000 partecipanti, distribuiti nelle diverse aree allestite nell’occasione. Previste 4 sale per la formazione e il codesign, 3 investor matching area e 1 premio per l’innovazione.


 

Per tutti i nostri lettori che vogliano prendere parte all’iniziativa è previsto un codice sconto (HEROESMKAPPA) valido fino al 10 Settembre con la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto.

Per tutti gli eroi coraggiosi come noi… ci vediamo a Maratea!

#questoèmarketing

P come Purple Cow

Senza categoria

Oltre alle “P” convenzionali, un guru del marketing come Seth Godin ci suggerisce di uscire dagli schemi e creare delle “Mucche Viola” per fare fortuna in un mondo tutto marrone.

Gli addetti ai lavori conoscono dalla letteratura le “sacre P” del marketing (Price, Product, Placement, Promotion), anche se in realtà ognuno può avere le sue preferite e l’elenco tende ad allungarsi. Ma chi si occupa di questa materia è già abituato ad innumerevoli sconvolgimenti, miglioramenti e mutamenti. Seth Godin suggerisce di aggiungere all’elenco la “P” di “Purple Cow” la cui essenza è la straordinarietà. Sostanzialmente si tratta di “Mucche Viola”, per distinguere la nostra organizzazione dalle altre e uscire dal pantano.

Il concetto di Mucca Viola è utilizzato, quindi, come un modo per descrivere un prodotto o un servizio che ha delle caratteristiche così straordinarie da portare l’organizzazione fuori dalla crisi e garantirne la crescita.

Nella società odierna, i consumatori hanno ormai tutto ciò che desiderano, devono solo scegliere, ma non hanno il tempo e soprattutto la voglia di ascoltare gli annunci pubblicitari che vengono loro proposti attraverso i metodi tradizionali (spot televisivi in primis). Ecco che qui entra in gioco la P di “Purple Cow”: l’autore ci suggerisce che, invece di spendere preziose risorse economiche per i convenzionali metodi di marketing, queste possono essere utilizzate per rimboccarci le maniche e creare qualcosa di straordinario.

Fig.1 Curva di Moore

La regola è proprio quella di creare dei prodotti straordinari per le persone giuste. Osservando la curva di Moore in fig. 1, possiamo notare che, mentre nel marketing tradizionale l’obiettivo era raggiungere il maggior numero possibile di persone, quindi il centro della curva della campana (early & late majority), la strategia suggerita da Godin è invece quella di dedicarsi alla parte sinistra della curva (innovators & early adopters).

Creare un prodotto sufficientemente straordinario da attrarre gli innovatori e gli adattatori precoci, che con il loro entusiasmo possono diffondere l’idea lungo tutta la campana.

È lo straordinario, per cui valga la pena di parlare, che si farà autonomamente un marketing positivo, e si espanderà come un virus, dapprima all’interno della nicchia dotata di otaku e poi via via verso tutti gli altri consumatori. I prodotti per tutti esistono già, per cui, se vogliamo creare un’idea che si diffonda, bisogna puntare a raggiungere una nicchia e, se possibile, una nicchia all’interno della nicchia target.

Ma cos’è l’otaku? Un termine giapponese che indica una forte passione e motivazione. Per fare un esempio, Steve Jobs aveva l’otaku per la ricerca di prodotti che “avrebbero cambiato il mondo”.
Cerca il tuootaku e troverai sicuramente la fonte di ispirazione per creare qualcosa di straordinario. Non è difficile, è li dentro di te, basta solo riconoscerlo e saperlo ascoltare.

 

“La pubblicità diretta a tutti è inutile.
occorre indirizzarla a persone interessate e influenti che, starnutendo, diffondono il virus”. (Seth Godin)

Una Mucca Viola non è una scorciatoia, è bensì dedicata alle organizzazioni e alle persone lungimiranti, non garantisce di certo risparmi, ma è il modo migliore e forse l’unico per conseguire una crescita. Non vi è un modo di sapere se avrà successo o meno, se sia troppo rischiosa o meno, ma a farla funzionare è l’imprevedibilità stessa del risultato.

In un mercato affollato la scelta migliore è cercare di emergere, seguire gli altri significa fallire. Una volta emersi, però, bisogna fare necessariamente due cose:

  1. Mungere dalla Mucca per trarne il maggior profitto possibile (dipende chiaramente dai mercati, dal tipo di prodotto, alcuni ad esempio possono creare benefici più a lungo di altri);
  2. Creare un ambiente in grado di implementare un’altra Mucca Viola, prima che i benefici della precedente svaniscano.

Il marketing è essenziale per la vita delle organizzazioni, ma fare cattivo marketing è peggio che non fare nulla. Per questo motivo è necessario affidarsi sempre a professionisti seri e preparati, che possano far risaltare le qualità migliori del prodotto o servizio, indirizzandolo ad una nicchia specifica.

Se poi vogliamo avere una percentuale più alta di garanzia di successo, bisogna invertire il ragionamento precedente, non indirizzare un prodotto o servizio esistente ad una nicchia, bensì trovare un target all’interno di una nicchia di mercato e realizzare per loro un prodotto o servizio straordinario.

Il concetto è quello di stravolgere la concezione tradizionale. Non fare marketing sul prodotto finito, piuttosto creare un prodotto per una determinata clientela, servendosi del marketing come strumento dalla fase iniziale della creazione del prodotto, seguendolo via via fino al lancio sul mercato target.

Le organizzazioni che non hanno voglia di rischiare e di mettersi in gioco hanno già perso!

L’importante lezione che possiamo imparare dalla strategia della Mucca Viola è che: “La via meno rischiosa da intraprendere è proprio quella di rischiare” (cit. Seth Godin).

Antonino Marrone

 

In viaggio con MARKAPPA: il Web Marketing Festival 2017

EDOARDO SABA

E’ ora di Web Marketing Festival!

L’evento tanto atteso e prenotato da mesi finalmente è arrivato, e con esso è arrivato l’amplificarsi di tante curiosità, tante speranze e tante prospettive di crescita professionale.
Il team Markappa è in fibrillazione durante le ore d’ufficio che precedono la partenza di giovedì 22 giugno, ma come diciamo sempre: The marketing must go on!
E’ con questo spirito che arriviamo alla conclusione dei lavori e alle 16.00, finalmente, si parte!

Arriviamo sulla riviera romagnola dopo 4 ore di chiacchiere, sonni (guidatore escluso fortunatamente), caldo e tanti strappi alla dieta nei vari Autogrill lungo il percorso.
Il tempo di una doccia in albergo e subito in strada per respirare quell’aria di mare che tanto ci manca e tanto manca, a chi come noi, il mare lo vede solo nelle grafiche dei contenuti che crea per i clienti.
D’obbligo la cena con due piadine king size e una “chiara media” a testa.
Tra un boccone e l’altro i discorsi sono tutti incentrati sul marketing e la comunicazione. La voglia di vivere appieno l’esperienza dei due giorni seguenti fa da padrona fino a mezzanotte, in quel momento una musica techno in lontananza ci guida fino in spiaggia e inizia così un fuori programma decisamente interessante, ma non siamo qui per parlare di questo.

Eccoci al 23, si comincia! Nel pieno rispetto della tabella di marcia siamo in macchina alle 8.15 ed in pochi minuti, data la posizione strategica dell’albergo, raggiungiamo il Palacongressi di Rimini.
Non si può dire che sia mancato l’ “effetto wow”, struttura altamente futuristica e 6000 professionisti in estasi.

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Sala Plenaria, apertura WMF2017

Uniti all’estasi generale recuperiamo badge e gadget e ci rechiamo in Plenaria. Modena City Ramblers per l’apertura, conduzione affidata a Cosmano Lombardo e Giorgia Palmas, e a seguire tre interessantissimi interventi sulla “criminalità e il digitale” aventi ad oggetto: il traffico di stupefacenti, il traffico di esseri umani e l’antimafia digitale. Applausi scroscianti per questi interventi e via tutti nelle varie aule a seguire i seminari. Gli argomenti andavano dal Facebook Advertising al Video Marketing, dalla Social Media Strategy a Google Adwords passando per quelli che i creativi considerano tecnicismi, della SEO e dei ChatBot. Nel complesso i seminari sono risultati davvero di ottimo livello, molto interessanti e ben strutturati, soprattutto considerando l’audience composta da esperti professionisti di settore.
La giornata è volata tra stupore e soddisfazione, è stata davvero proficua!

La voglia di relax e di svago, nonostante la giornata lunga e impegnativa, non è stata per nulla compromessa ed è così che dopo una bella doccia fresca in albergo, le due piadine king size e la “chiara media” di rito, approdiamo al Bagno 26 per il Web Marketing Festival Beach Party!

La voglia di prenderci un po’ di tempo per noi e per fare Team Building supera la voglia di essere freschi e pimpantissimi la mattina dopo, ed è così che tra un Gin Tonic ed un Mojito la parlantina si scioglie ed il bacino pure. Nella pista tra i tanti professionisti, che tutto sembravano tranne tali a quell’ora, ci mimetizziamo per qualche ora di sano divertimento.

Rincasati, ci godiamo le poche ore di sonno che avevamo a disposizione e poi di nuovo in piedi, carichi e pronti ad affrontare la giornata formativa e il viaggio di ritorno verso la base. Il merito della nostra freschezza va anche alla ricca colazione continentale dell’albergo che si è fatta trovare pronta a soddisfare i nostri appetiti fuori misura.

Giunti al Palacongressi per il secondo giorno, ci sentiamo già di casa, questo è il nostro mondo, questi i nostri colleghi e competitor e la voglia di fare bene e di apprendere tanto è forte.

Anche i seminari di oggi sono all’altezza delle aspettative, il team Markappa è sparpagliato nelle varie aule e attento agli argomenti del giorno. La riunione avviene solo per il pranzo, veloce e sano, in un vicino ristorante biologico che già il giorno prima ci aveva lasciati tutti molto soddisfatti. Alle 14 di nuovo in aula, separati, per il penultimo intervento, è alle 14.45 che il team Markappa chiude in bellezza il suo Web Marketing Festival, unito. L’appuntamento è segnato da tempo, c’è il seminario di Alessandro Mazzù, l’autore di un libro presente su tutte le scrivanie dell’ufficio; aula strapiena e il discorso poi tenuto ha dato soddisfazione ai tanti presenti.

Sono le 16 e l’ora purtroppo è arrivata, prima della chiusura dell’evento, si deve rientrare a Roma. Il clima è disteso e gli animi sono appagati e arricchiti dall’esperienza, imbocchiamo l’autostrada con un’unica certezza, l’anno prossimo saremo ancora qui, in riviera, per vivere con lo stesso entusiasmo il Web Marketing Festival 2018.

Avremo un anno di più e un bagaglio d’esperienza più grande sulle spalle ma questo non frenerà la nostra passione. #questoèmarketing

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Edoardo Saba

 

 

Come ottenere una creatività di qualità per le imprese

GIUSEPPE DE NICOLA

Un ruolo importante che garantisce successo alla creazione di campagne marketing è ricoperto dal cliente che può influenzare positivamente la creatività delle campagne pubblicitarie proposte dall’agenzia.

previewI clienti hanno il controllo di due aree che determinano il tono di una campagna[1]:

  • la direzione di impostazione;
  • l’allocazione delle risorse.

Per quanto riguarda la direzione d’impostazione si può affermare innanzitutto che il punto di partenza della creazione di una campagna di comunicazione di marketing è il brief, che presenta il problema da risolvere nella comunicazione del cliente, e, idealmente, dovrebbe contenere abbastanza “indizi” per permettere all’agenzia di trovare la soluzione. Il grado di strategia contenuta in un brief dovrebbe migliorare la creatività applicata permettendo di affermare che più la strategia è contenuta nel brief del cliente più aumentano le possibilità di creare una campagna di successo e molto creativa. Una volta realizzato e approvato il brief si passa alla realizzazione della campagna che avviene all’interno di sistemi di pianificazione strategica che hanno lo scopo di favorire lo sviluppo di una strategia pubblicitaria più sistematica, completa e formalizzata per permettere all’agenzia di raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati. I clienti all’interno di questa pianificazione strategica sono, in genere, tenuti a fornire contributi critici atti a facilitare il feedback e creare consenso. I clienti in ultima analisi, devono firmare le approvazioni finali per la campagna, la time line e il budget. Proprio perché è il cliente che approva la proposta di campagna dell’agenzia si ritiene fondamentale una sua apertura e collaborazione con la stessa, perché da questa apertura dipende la gran parte della qualità creativa della campagna.
Di conseguenza, un cliente aperto a nuovi orizzonti è un cliente che permette all’agenzia di esplorare nuovi territori strategici portando con sé nuovi risultati creativi, consentendo di affermare che più un cliente è aperto a esplorare nuove idee strategiche più il contenuto della campagna è creativo.

Per quanto riguarda l’allocazione delle risorse si può affermare che i clienti contribuiscono alla gestione di alcune risorse importanti come il tempo, la ricerca sul consumatore, il budget, e l’accesso al proprio top management.
Riguardo il tempo diversi autori[2] hanno suggerito che il tempo assegnato a un progetto è in grado di migliorare la sua creatività, permettendo di affermare che più tempo il cliente mette a disposizione dell’agenzia per lo sviluppo della campagna, più la campagna sarà creativa e di successo.

Sul tema della ricerca sul consumatore si può affermare che un cliente che riconosce l’importanza dell’approfondimento del proprio consumatore “tipo” è un cliente che dà alla propria agenzia ulteriori informazioni riguardo il target della comunicazione e di conseguenza facilita la realizzazione di campagne altamente creative.
Chiaramente la disponibilità di budget che un cliente può dedicare alla realizzazione di una campagna pubblicitaria incide molto sulla realizzazione di quest’ultima. Questo permette di dire che un maggior budget disponibile del cliente facilita il reclutamento delle migliori agenzie e dei migliori creativi in circolazione, anche se l’avvento del digitale ci sta insegnando che anche con piccoli budget si possono ottener risultati straordinari.

Infine, si deve sottolineare l’importanza dell’apertura del top management dei clienti che devono riuscire a percepire le criticità dell’intera campagna e affrontarle insieme all’agenzia partner. Se questo non avviene l’agenzia corre il pericolo di trovarsi davanti delle persone chiuse, che bocciano le proprie proposte solo perché preferiscono seguire le loro intuizioni.

Closeup of Two Businessmen Shaking Hands
Si rivela importante, quindi, una stretta collaborazione fra le due controparti in modo tale che l’agenzia riesca a proporre il proprio punto di vista e condividerlo con il cliente. Si può quindi affermare che quanto più l’agenzia ha accesso al dialogo con il top management del cliente, tanto più la campagna risulta creativa e di successo.

Giuseppe De Nicola

[1]Koslow S., Sasser S., Riordan E.A. (2006),  “Do marketers get the advertising they need or the advertising they deserve?”, Journal of Advertising, n.35.

[2]Kanter (1988), Csikszentmihalyi (1996).

Il native advertising: cos’è e come riconoscerlo.

ANDREA SERGIACOMO

La comunicazione delle nostre imprese sta evolvendo sempre più, andando incontro all’utilizzo di strumenti digitali. In questo ambito la pubblicità online sta assumendo un ruolo centrale e fondamentale; non solo nell’elaborazione delle strategie delle singole imprese, ma soprattutto nella user experience che quotidianamente viene vissuta, ormai, dal singolo utente. Si assiste, così, alla costante nascita di “community”, dove ogni utente è interconnesso con altri digital movers attraverso un numero considerevole di device: smartphone, laptop, notebook, tablet, digital wall sono diventati ormai strumenti del vivere quotidiano. Attraverso queste tecnologie, e grazie all’avvento definitivo dei social network, l’utente è in grado di informarsi, conoscere l’opinione del mondo Internet, commentare le opinioni altrui e dare il proprio giudizio, il proprio pensiero.

Proprio in questo contesto, sta emergendo, incessantemente, l’online advertising. Attraverso l’uso di ricerche di mercato, di analisi dei trend e dell’utilizzo di dati e insight nelle mani dei diversi advertiser, la pubblicità online sta diventando uno strumento pronto a fornire, al momento giusto,  informazioni ricercate dall’utente e a veicolare i valori e i prodotti che il brand vuole far conoscere.

L’online advertising è in continuo cambiamento ed evoluzione, insieme al mondo dei comportamenti dei consumatori. In questo vento di novità, l’online advertising si proietta verso una nuova forma di comunicazione, dove la pubblicità è inserita all’interno di un contesto in cui il singolo soggetto ricerca informazioni o “contenuti”, con l’intento di instaurare un vero e proprio rapporto con quest’ultimo. Una forma di comunicazione  dove non viene interrotta la user experience; dove la pubblicità non è invasiva; dove il contenuto ha l’obiettivo di catturare l’attenzione del lettore e fornire, allo stesso tempo, notorietà per la marca sponsorizzatrice. Questo nuovo modo di fare pubblicità viene chiamato Native Advertising.

 

andrea1Fig. 1 Differenza tra un Banner e un’inserzione di Native Advertising

Il Native Advertising è un contenuto sponsorizzato, promosso e visualizzato dal lettore all’interno di un determinato spazio web, che si pone l’obiettivo di catturare l’interesse degli utenti senza essere invasivo. In questo modo, viene meno la natura “intrusiva” di pubblicità online, come ad esempio il banner, in quanto il contenuto sponsorizzato si inserisce all’interno di contesti coerenti. L’annuncio si mostra, anche visivamente, come parte integrante del newsfeed in cui la stessa pubblicità compare. Il punto di forza del Native Advertising è, quindi, l’integrazione dei contenuti pubblicitari all’interno del contesto editoriale dove essi vengono posizionati. L’obbligo, per l’inserzionista di una campagna Native, è quello di indicare, in maniera estremamente chiara, che il contenuto è “sponsorizzato” o “brandizzato”

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Fig. 2 Inserzione Native su Instagram

Il Native Advertising è uno strumento nuovo e in continua evoluzione che viene sempre più preso in considerazione dalle grandi agenzie pubblicitarie. Nonostante questa crescita, vi è ancora confusione su cosa esso sia effettivamente.
Fino al 2013, si assiste a tantissime definizioni di Native e, con il passare del tempo, si sono delineati gli elementi che contraddistinguono lo stesso strumento: contenuti pubblicitari prodotti o co-prodotti insieme all’advertiser che vivono nel flusso editoriale; o ancora l’integrazione di quest’ultimo con il design del sito, in cui la pubblicità compare.
In questo panorama molto confuso e con troppe definizioni, è stato di rilevante importanza lo studio e il lavoro di IAB,  Interactive Advertising Bureau. L’obiettivo principale dell’associazione è diffondere la conoscenza della comunicazione digitale, stabilendo policy e standard di pubblicità online da rispettare, mantenendo viva e concreta la relazione sia con i singoli media che con le istituzioni.

Proprio in quest’ottica,  nel 2013 lo IAB, attraverso il suo documento Native Advertising Playbook, stabilisce una definizione molto chiara di questo strumento:

“Il Native Advertising fa riferimento ad annunci a pagamento coerenti con il contenuto della pagina, con il design e il comportamento della piattaforma in cui sono ospitati, in modo che l’utente li percepisca come parte di essa.”

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Esistono, però, delle regole ben precise che devono essere seguite dal publisher e dall’ advertiser, in modo da tutelare il consumatore  e far sì che quest’ultimo sia perfettamente informato della natura “brandizzata” del contenuto.
In quest’ottica, negli USA, la FTC, Federal Trade Commission, un’organizzazione governativa statunitense, sottolinea come questa tipologia di pubblicità può assumere diverse forme: un post, un tweet sponsorizzato, un contenuto, che scorre nel newsfeed di un sito editoriale come il Washinghton Post, The Guardian o Buzzfeed; o un widget che instaura un collegamento al contenuto sponsorizzato. Questi contenuti devono, però, essere accompagnati da un’etichetta che certifichi la natura pubblicitaria del contenuto. E’ necessario, dunque, che ci siano delle regole e delle metodologie precise per la realizzazione di una giusta campagna di Native Advertising. Importante è avere, inoltre, una buona conoscenza di base su cosa esso sia, in modo che lo strumento risulti essere efficace e non ingannevole.

In sintesi, ogni definizione di Native Advertising ci aiuta a individuare le caratteristiche principali che contraddistinguono questa nuova forma di pubblicità:

  1. il Native Advertising è un contenuto sponsorizzato da un brand;
  2. il contenuto creato per una campagna native assume la stessa forma, lo stesso design e la stessa funzione dei contenuti presenti nella piattaforma editoriale in cui compare;
  3. il Native Advertising ricerca un’interazione spontanea dell’utente, che vede il branded content come parte integrante del sito web esplorato;
  4. l’annuncio native deve comunicare all’utente la sua natura pubblicitaria, attraverso l’apposizione di etichette come “Sponsored content” o “Promoted by”, in modo da non ingannarlo.

Enjoy the Native!