IL RUOLO DELLA POESIA NELL’ERA DIGITALE

ENRICO ROCA, Senza categoria

Prima di affrontare questo tema bisogna partire da una premessa, la poesia (e quindi il poeta) aveva perso valore già da molto tempo. Baudelaire nella sua poesia “L’Albatros” (1859) paragona l’uccello alla figura del poeta; come l’uccello è maestoso in cielo e goffo sulla terra, così il poeta è emarginato nella società attuale. Parla di perdita dell’aureola del poeta, perché nella società moderna, una società utilitaristica, la poesia che non ha nessun fine pratico è vista come una perdita di tempo e il poeta, che un tempo era un membro stimato della società, viene visto come un vagabondo.

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Arrivando ai giorni nostri è evidente il cambiamento, o meglio la rivoluzione, a cui ha portato internet. Si può notare in ogni ambito e la poesia non fa eccezione. Con l’avvento dell’era digitale la possibilità di diffondere un testo è sicuramente maggiore e chiunque può provare a scrivere una poesia, condividerla sui social e trovare un pubblico, ma spesso questo accade a discapito della qualità. Perciò si ripropone il problema di distinguere ciò che è poesia da ciò che non lo è. Non esiste un criterio universale di selezione, ma solo diverse scuole di pensiero: c’è chi presta maggiore attenzione all’aspetto metrico, chi a quello retorico e chi invece al contenuto. In molti hanno provato a definire cosa è poesia e tra questi è particolarmente interessante una frase di Jim Morrison:

La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità, apre tutte le porte, e voi potete passare per quella che preferite.

Però, l’incremento di un pubblico di lettori non va di pari passo con l’incremento dell’interesse verso la poesia, che forse non è mai stato così basso. Il potenziale che si ha a disposizione con i social network è enorme, ma non è semplice sfruttarlo. Per questo è necessario rivolgersi ad esperti del settore, a persone che hanno studiato appositamente come utilizzare al meglio questi nuovi canali di comunicazione in corsi come “digital marketing”, per raggiungere un pubblico più ampio e per fare in modo che un testo venga valutato per quanto realmente vale. Potremmo vedere questa come una fase transitoria, da cui qualcuno troverà il modo per sfruttare questo potenziale nel modo migliore per ri-valorizzare la poesia. Ma una cosa sembra evidente, la funzione sociale della poesia deve essere recuperata e il mondo digitale offre le migliori opportunità per farlo. Concludo citando ancora Jim Morrison:

“L’arte suprema è la poesia, perché ciò che ci definisce come esseri umani è il linguaggio.”

(Enrico Roca)

Perchè l’e-book in Italia non decolla?

GIADA LUCARINI, Senza categoria

Se fino a poco tempo fa, con l’avvento in Italia dell’e-book, la domanda più comune tra gli esperti del settore dell’editoria e i lettori italiani era “che fine faranno i libri di carta?”, ora la questione si complica e ci si chiede come mai il mercato del libro digitale sia bloccato, incapace di conquistare definitivamente quella piccola fetta di italiani abituati a leggere libri.

Che fine faranno i libri di carta?

A confermare questo andamento, in un mondo sempre più digitalizzato, è l’Osservatorio dell’AIE[1], il quale ha registrato in Italia non una semplice staticità interna al mercato, ma addirittura un calo, seppur lieve, delle vendite di e-book. Al calo è seguita una ripresa del mercato del libro tradizionale, per la gioia di chi ha sempre creduto nel potere delle pagine di carta da sfogliare e odorare, rifiutando quelle previsioni apocalittiche che vedevano il classico libro come il prossimo oggetto d’antiquariato da custodire con cura nella libreria della propria casa, sostituito da un libro in formato digitale in grado di offrire più contenuti e di aprire al progresso l’intera società.

 

      Fig. 1 – Kindle e-reader.

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         Fonte:  www.amazon.it

 

Alla base della recessione si trovano le strategie adottate dai big five, i più grandi editori d’America[2], volte a mettere fuori gioco il gigante Amazon, che da tempo simboleggia la realtà degli e-book grazie al successo dei Kindle e che, con il suo presunto ruolo di monopolista, non permette a chi fa editoria di ottenere prestigio e consensi. Le strategie prevedono che gli editori definiscano i prezzi di vendita degli e-book, prezzi che iniziano a essere sempre più elevati e che Amazon non può modificare. La diretta conseguenza di tale politica di pricing è dunque un brusco calo delle vendite (pari al -10% tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016) da un lato, e un rilancio delle librerie indipendenti seguito da una rinascita della carta stampata dall’altro.

Di tutto questo risente inevitabilmente l’Italia, già messa KO dalla crisi economica.

Ma è davvero così intelligente aumentare i prezzi dei libri in formato digitale? Per prassi un e-book dovrebbe costare meno di un libro di carta, dal momento che vengono abbattuti i costi relativi alla produzione, al magazzino, al trasporto, ai resi, trattandosi di un bene non fisico e riproducibile all’infinito. Sicuramente anche l’IVA al 22%, soltanto di recente equiparata a quella del libro stampato pari al 4%, ha contribuito a fermare l’avanzata di tale bene, portando il pubblico di lettori a scegliere tra i due formati (con prezzo spesso simile) quello che si può sfogliare realmente.

 

        Fig. 2 – La campagna #unlibroèunlibro per l’abbassamento dell’IVA degli e-book.

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Fonte: http://www.unlibroeunlibro.org/          

 

Va considerato anche che gli italiani leggono pochissimo e che il libro digitale non può decollare se prima non viene attuata un’opera intelligente e stimolante di promozione della lettura, volta a creare nuovi lettori. In più, è necessario risolvere il problema del digital divide[3], spesso conseguenza dell’assenza di una connessione veloce a Internet distribuita su tutto il territorio nazionale (nel 2017 ancora tante province italiane non dispongono di copertura), che permetta agli eventuali lettori digitali di fruire dei contenuti extra e multimediali che l’e-book, rispetto al classico libro, offre.

Volendo individuare un ulteriore elemento in grado di giustificare il mancato successo dell’e-book all’interno del vasto mondo dei libri, si potrebbe affermare che esso non abbia rappresentato una vera e propria invenzione, o almeno non al pari della televisione, della radio o di Internet. Questi media hanno letteralmente conquistato la società perché hanno introdotto contenuti nuovi in forme altrettanto nuove, favorendo una completa affezione da parte degli individui. Il libro digitale, al contrario, non ha introdotto nulla di essenziale che non fosse già presente all’interno dell’oggetto libro, non ha introdotto il testo, lo ha riproposto in forma differenziata.

Ma se le problematiche di base del mancato decollo sono quelle appena descritte, sembra assurdo che non si riesca a trovare una soluzione definitiva in grado di rendere l’e-book non un sostituto del classico libro, bensì un formato comodo utilizzabile per svariati fini.

L’opinione più plausibile è che attualmente manchi la volontà di operare allo scopo di diffondere il mercato degli e-book, quantomeno in Italia. Mancano delle vere strategie di diffusione del libro digitale che garantiscano successo e miglioramento del trend, a partire dalle campagne di promozione della lettura.

In Germania, ad esempio, vengono avviate continuamente iniziative capaci di avvicinare il popolo ai libri. Tra queste vi è quella dei distributori di libri nelle stazioni della metropolitana, oppure l’idea dei tronchi intagliati degli alberi sulle strade pubbliche all’interno dei quali ogni passante possa mettere a disposizione romanzi e testi di qualsiasi tipo, il tutto con l’obiettivo di destare l’attenzione e la curiosità dei cittadini.                        

Fig. 3 – Prenzlauer Berg, Berlino. Book Forest, iniziativa di promozione della lettura.

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Fonte: http://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/berlino-foresta-artificiale

In Italia, un tentativo di avvicinare i lettori al libro digitale è stato il Progetto INDIeBOOK-l’e-book dei librai indipendenti realizzato da Messaggerie Italiane, che permette ai lettori di entrare in libreria per acquistare anche e-reader e relativi e-book, ricevendo consigli dal libraio e avendo la possibilità di effettuare il pagamento in contanti. Una svolta importante per coloro i quali non sanno ancora approcciarsi alla rete e un’occasione unica che porta alla fidelizzazione dei clienti.

Le poche iniziative avviate finora fanno pensare che il Paese voglia frenare l’avanzata degli e-book, probabilmente per il timore di mettere a rischio equilibri e interessi economici ormai stabili. Il mercato del libro italiano continua a essere basato sul cartaceo, dal momento che l’editoria tradizionale è una macchina che funziona benissimo e i grandi editori sanno che la vendita di un libro stampato è molto più proficua di quella di un libro in formato digitale.

La verità, però, è che quest’ultimo deve avere la possibilità di espandersi perché possiede grandi potenzialità. Con la giusta volontà di sperimentazione, con campagne di promozione costruite ad hoc che utilizzino tutti gli strumenti a disposizione, con un’alta dose di creatività, si potrebbe risvegliare il mondo ancora pigro degli e-book, in modo da sfruttarne tutti i vantaggi.

 

[1] Associazione Italiana Editori.

 

[2] HarperCollins Publishers, Simon & Schuster, Macmillan, Penguin Random House e Hachette Book Group.

 

[3] Cfr. Zocchi P., Internet, la democrazia possibile: come vincere la sfida del digital divide, Milano, Guerini, 2003.

 

Giada Lucarini

 

 

 

MARKAPPA è Media Supporter di HEROES, Meet in Maratea 2017!

eventi, Senza categoria

MARKAPPA è lieta di essere media supporter di Heroes,meet in Maratea 2017: seconda edizione dal 21 al 23 settembre 2017. Il più grande evento dell’euro-mediterraneo dedicato a futuro e impresa.

Di seguito vi mostreremo il comunicato stampa di questa interessante iniziativa, cui invitiamo tutti i nostri lettori alla partecipazione (in fondo all’articolo è presente una promo a voi dedicata), in quanto siamo certi che il connubio tra l’innovazione, la digital transformation e l’imprenditoria sia il vero motore del cambiamento del nostro paese.

 

Agosto 2017 – Si terrà dal 21 al 23 settembre prossimo la seconda edizione di Heroes, meet in Maratea, primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival. Protagonisti i principali leader mondiali d’impresa, business angels, investitori, intellettuali, policy makers e le migliori startup del bacino euromediterraneo.

Il Festival, giunto alla sua seconda edizione, si svolgerà a Maratea, in Basilicata. In programma incontri e laboratori, alternati a concerti, escursioni in barca e relax in spiaggia con alcuni dei principali nomi nazionali e internazionali dell’economia e dell’innovazione.

Attraverso keynote speech, worshop, tavole rotonde, interviste, hackathon, showcases e business meeting, Heroes si propone di favorire l’incontro, la collaborazione e la nascita di nuove alleanze tra la domanda e l’offerta di innovazione, attraverso un approccio orientato alla contaminazione e alla co-progettazione.

Al centro dell’attenzione saranno le idee, i progetti e le imprese più innovative e sostenibili e in grado di dimostrare la capacità di rispondere efficacemente alle principali sfide tecnologiche, sociali ed economiche del nostro tempo, in gara per l’Heroes Prize Competition.

Obiettivo dell’iniziativa, creare un modello unico in Italia, in grado di far convergere gli ecosistemi nazionali relativi a innovazione, startup e imprenditoria, oggi frammentati. Un’occasione di incontro e confronto tra mondo diversi eppur complementari quali piccole, medie e grandi imprese, istituzioni, università e nuovi luoghi dell’innovazione, compartecipi nella definizione di nuove strategie di benessere condiviso, di competitività e di occupazione.

Rispetto allo scorso anno, ancora più spazio sarà riservato agli ospiti internazionali. Parteciperanno all’evento, tra gli altri, Chris Walts, Associate Director Ogilvy London, Davide Venturelli, Artificial Intelligence, Quantum Computing, Nanosciences and Robotics (NASA, USRA, Archon), Marco Grossi, Senior Manager Facebook, Marie Stafford, European Director The Innovation Group, Janusz Marecki, Senior Research Scientist Google DeepMind, Polina Raygorodskaya, CEO & Co-Founder Wanderu, Rui P. G. Pereira, Senior Creative Technologist Google, Savannah Peterson, Founder and Chief Unicorn Savvy Millennial.

E poi, ancora, Alessandro Mazzù, Consulente di Web Marketing, Marco Attisani, Founder e Ceo Watly, Matteo Sarzana, General Manager Italy Deliveroo, Mirko Pallera, Founder Ninja Marketing e Ninja Academy, Oliviero Toscani, fotografo, Oscar Di Montigny, Chief Marketing, Communication, Innovation Officer Banca Mediolanum, Roberto Magnifico, Partner  LVenture Group.

L’iniziativa prevede quest’anno anche un’area espositiva dedicata alle startup, e una sezione dedicata alla sperimentazione. Si discuterà di temi di rilevanza sociale ed economica, come Industria 4.0, Intelligenza artificiale, Interazione uomo-macchina, Realtà aumentata e Virtuale, Fintech, Cyber security e Trasferimento tecnologico.

Inoltre, si affronterà il tema dell’evoluzione dei settori produttivi più tradizionali a seguito della Digital Transformation. Un’evoluzione che sta incidendo, ad esempio, su educazione, medicina e salute, energia e ambiente, cultura e turismo, artigianato, moda e commercio, sicurezza e inclusione sociale.

Sono attesi 150 ospiti, 500 startupper e 1000 partecipanti, distribuiti nelle diverse aree allestite nell’occasione. Previste 4 sale per la formazione e il codesign, 3 investor matching area e 1 premio per l’innovazione.


 

Per tutti i nostri lettori che vogliano prendere parte all’iniziativa è previsto un codice sconto (HEROESMKAPPA) valido fino al 10 Settembre con la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto.

Per tutti gli eroi coraggiosi come noi… ci vediamo a Maratea!

#questoèmarketing

P come Purple Cow

Senza categoria

Oltre alle “P” convenzionali, un guru del marketing come Seth Godin ci suggerisce di uscire dagli schemi e creare delle “Mucche Viola” per fare fortuna in un mondo tutto marrone.

Gli addetti ai lavori conoscono dalla letteratura le “sacre P” del marketing (Price, Product, Placement, Promotion), anche se in realtà ognuno può avere le sue preferite e l’elenco tende ad allungarsi. Ma chi si occupa di questa materia è già abituato ad innumerevoli sconvolgimenti, miglioramenti e mutamenti. Seth Godin suggerisce di aggiungere all’elenco la “P” di “Purple Cow” la cui essenza è la straordinarietà. Sostanzialmente si tratta di “Mucche Viola”, per distinguere la nostra organizzazione dalle altre e uscire dal pantano.

Il concetto di Mucca Viola è utilizzato, quindi, come un modo per descrivere un prodotto o un servizio che ha delle caratteristiche così straordinarie da portare l’organizzazione fuori dalla crisi e garantirne la crescita.

Nella società odierna, i consumatori hanno ormai tutto ciò che desiderano, devono solo scegliere, ma non hanno il tempo e soprattutto la voglia di ascoltare gli annunci pubblicitari che vengono loro proposti attraverso i metodi tradizionali (spot televisivi in primis). Ecco che qui entra in gioco la P di “Purple Cow”: l’autore ci suggerisce che, invece di spendere preziose risorse economiche per i convenzionali metodi di marketing, queste possono essere utilizzate per rimboccarci le maniche e creare qualcosa di straordinario.

Fig.1 Curva di Moore

La regola è proprio quella di creare dei prodotti straordinari per le persone giuste. Osservando la curva di Moore in fig. 1, possiamo notare che, mentre nel marketing tradizionale l’obiettivo era raggiungere il maggior numero possibile di persone, quindi il centro della curva della campana (early & late majority), la strategia suggerita da Godin è invece quella di dedicarsi alla parte sinistra della curva (innovators & early adopters).

Creare un prodotto sufficientemente straordinario da attrarre gli innovatori e gli adattatori precoci, che con il loro entusiasmo possono diffondere l’idea lungo tutta la campana.

È lo straordinario, per cui valga la pena di parlare, che si farà autonomamente un marketing positivo, e si espanderà come un virus, dapprima all’interno della nicchia dotata di otaku e poi via via verso tutti gli altri consumatori. I prodotti per tutti esistono già, per cui, se vogliamo creare un’idea che si diffonda, bisogna puntare a raggiungere una nicchia e, se possibile, una nicchia all’interno della nicchia target.

Ma cos’è l’otaku? Un termine giapponese che indica una forte passione e motivazione. Per fare un esempio, Steve Jobs aveva l’otaku per la ricerca di prodotti che “avrebbero cambiato il mondo”.
Cerca il tuootaku e troverai sicuramente la fonte di ispirazione per creare qualcosa di straordinario. Non è difficile, è li dentro di te, basta solo riconoscerlo e saperlo ascoltare.

 

“La pubblicità diretta a tutti è inutile.
occorre indirizzarla a persone interessate e influenti che, starnutendo, diffondono il virus”. (Seth Godin)

Una Mucca Viola non è una scorciatoia, è bensì dedicata alle organizzazioni e alle persone lungimiranti, non garantisce di certo risparmi, ma è il modo migliore e forse l’unico per conseguire una crescita. Non vi è un modo di sapere se avrà successo o meno, se sia troppo rischiosa o meno, ma a farla funzionare è l’imprevedibilità stessa del risultato.

In un mercato affollato la scelta migliore è cercare di emergere, seguire gli altri significa fallire. Una volta emersi, però, bisogna fare necessariamente due cose:

  1. Mungere dalla Mucca per trarne il maggior profitto possibile (dipende chiaramente dai mercati, dal tipo di prodotto, alcuni ad esempio possono creare benefici più a lungo di altri);
  2. Creare un ambiente in grado di implementare un’altra Mucca Viola, prima che i benefici della precedente svaniscano.

Il marketing è essenziale per la vita delle organizzazioni, ma fare cattivo marketing è peggio che non fare nulla. Per questo motivo è necessario affidarsi sempre a professionisti seri e preparati, che possano far risaltare le qualità migliori del prodotto o servizio, indirizzandolo ad una nicchia specifica.

Se poi vogliamo avere una percentuale più alta di garanzia di successo, bisogna invertire il ragionamento precedente, non indirizzare un prodotto o servizio esistente ad una nicchia, bensì trovare un target all’interno di una nicchia di mercato e realizzare per loro un prodotto o servizio straordinario.

Il concetto è quello di stravolgere la concezione tradizionale. Non fare marketing sul prodotto finito, piuttosto creare un prodotto per una determinata clientela, servendosi del marketing come strumento dalla fase iniziale della creazione del prodotto, seguendolo via via fino al lancio sul mercato target.

Le organizzazioni che non hanno voglia di rischiare e di mettersi in gioco hanno già perso!

L’importante lezione che possiamo imparare dalla strategia della Mucca Viola è che: “La via meno rischiosa da intraprendere è proprio quella di rischiare” (cit. Seth Godin).

Antonino Marrone