Il Marketing ai tempi della VR

Che cosa lega un martedì di settembre come tanti, IKEA, Game Of Thrones e la nuova fatica del colosso della tecnologia APPLE?

Semplice…un visore VR per la realtà aumentata!

Quello che molti consideravano uno dei principali trend nel 2017 (insieme ai ChatBot) potrebbe finalmente decollare con la presentazione del nuovo iPhone prevista per martedì 12 settembre.

Ma facciamo un passo indietro…

La realtà aumentata è presente già da diverso tempo nell’orbita del marketing e dei social network, basti pensare alla scorsa presentazione di Facebook durante l’F8 di aprile del primo social network interamente basato sulla tecnologia VR: SPACES (https://www.facebook.com/spaces).

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Naturalmente lo abbiamo provato, ma aldilà dell’immenso potenziale di ciò che si può vivere tramite un visore Oculus Rift, ci è apparso ancora come un qualcosa per pochi.

Quello che forse è mancato (almeno fino a questo momento), è stata la possibilità di rendere questa tecnologia accessibile a tutti… un evento, un “big bang” che potesse trasformarla da semplice trend ad un qualcosa di mainstream.

Secondo quanto emerge dai rumors di corridoio però, le cose stanno per cambiare!

Dopo gli acquisti di Apple di almeno un paio di startup operanti nel settore della realtà aumentata, il nuovo iPhone dovrebbe puntare molto su questa tecnologia, recuperando così il gap che negli ultimi mesi aveva accumulato da Android (su tutte Samsung, che con il suo Samsung Gear dispone da tempo di un visore di proprietà).

Lo sappiamo: quasi qualsiasi cosa tocchi l’azienda di Cupertino diventa oro e fa tendenza…e considerando il fatto che ormai da diverso tempo è possibile acquistare su Amazon un visore a prezzi molto economici (€20 per gli utenti prime), ecco che si creano finalmente le condizioni affinché la VR entri nel quotidiano di tutti.

So già la domanda che vi state facendo a questo punto… ”ma come può una tecnologia del genere integrarsi bene col mondo reale, quando per definizione potrebbe portare l’individuo ad isolarsi??”.

Molti avranno ancora in mente la seconda puntata della terza stagione di Black Mirror (Playtest – Giochi pericolosi), dove il protagonista vive una mortale esperienza di gioco con la VR…poco “Virtuale” ma molto “Reale” in questo caso.

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Certo è che scenari apocalittici come quelli ipotizzati con la serie tv da Netflix (ah, quasi dimenticavo…l’app di Netflix da dicembre 2016 è già compatibile con alcuni visori VR) non rappresenteranno realmente il futuro dell’umanità, ma come qualsiasi rivoluzione, anche questa porterà con se alcuni costi.

Ma quali sono le conseguenze di tutto questo per le aziende?

Anzitutto, inizieremo a vedere molto strategie di marketing incentrate sul concetto del “marketing experience”: far vivere l’esperienza del cliente a 360°, magari già da casa indossando il proprio visore. Potremmo avere l’opportunità di entrare “fisicamente” all’interno della produzione aziendale, o magari provare che effetto fa addosso il nuovo modello della Levis.

In tal senso, Hubspot una settimana fa è venuta in contro alle aziende pubblicando un interessante articolo su come creare efficaci strategie di content marketing con la realtà aumentata.

Affascinante ad esempio è il caso esaminato dell’app di IKEA “Ikea Place”, attraverso la quale poter scoprire in tempo reale quale sia il posto migliore della casa per la vostra nuova libreria BILLY.

Ho sempre pensato che un’applicazione ideale e molto “pacifica” per questo strumento potrebbe essere anche un evento o una fiera, dove di solito si ha poco tempo per catturare l’attenzione (e qualche ordine) di molti clienti.
In mente ad esempio ho il Vinitaly, dove un qualsiasi importatore straniero potrebbe vivere in prima persona il lavoro e la terra che gli hanno concesso di godere del vino che sta sorseggiando, quasi come fosse un sogno ad occhi aperti.

Le possibilità sono infinite, e l’unico limite è l’immaginazione. Mentre siete ad un meeting sulla vostra serie preferita, potreste ritrovarvi ad esempio a scalare la barriera di Game Of Thrones (https://www.youtube.com/watch?v=LP6Y6kihp_Y)….

…anche #questoèmarketing !

 

LORENZO GOVERNATORI

Le opportunità per innovare al Sud

È così azzardato guardare al Sud come ad un “foglio bianco” su cui disegnare da zero nuovi sviluppi professionali ad alto valore innovativo?

Probabilmente c’è da farsi chiamare folli se si vuole scommettere sulle opportunità occupazionali nei settori dell’innovazione, della tecnologia e del digitale partendo dal Sud Italia. Noi crediamo sia da lucidi visionari.

Tutti i giovani meridionali che hanno partecipato a convegni e presentazioni si sono sempre sentiti dire, fino allo sfinimento, che “il Meridione è in crescita”. Nulla da obiettare sui contenuti in sé, il punto è che si tratta spesso di frasi che, in realtà, sono vuote. E con il vuoto, al Sud, non si va lontano.

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Le tendenze riguardanti la digitalizzazione del Sud sono in atto e ora sta riscuotendo un discreto successo anche il web marketing. Quest’ultimo è un settore già affermato nelle regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, ma che permane debole nel sud del nostro paese.

 

Come mostrano le statistiche, ma anche studi e previsioni, è comunque un settore dell’economia destinato a crescere specialmente nel Meridione, formando così una possibilità per gli investitori interessati a moltiplicare il proprio capitale.

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Con gli anni, quindi, il web marketing sarà molto più utilizzato nel Sud, anche grazie al progressivo allargamento della rete internet, nonché alla sua evoluzione.

L’avanzamento delle tecnologie del web preparano un terreno fertile allo sviluppo del web marketing, spingendo gli interessati a investire per migliorare la qualità dei servizi, ma anche per accelerare le modalità della sua diffusione nel Meridione italiano.

Il report Confindustria-Cerved, con la collaborazione di Srm-Studi e Ricerche per il mezzogiorno, fotografa lo stato dell’arte dell’imprenditoria nel Mezzogiorno dicendo che le piccole e medie imprese del Sud Italia hanno ripreso a crescere, trainate tra le altre cose dall’innovazione digitale.

Nel miglioramento del clima economico meridionale ci sono timidi ma significativi segnali che vengono dall’innovazione.

Attraverso un’analisi condotta sulle partecipazioni degli investitori specializzati in innovazione e una ricerca sui siti internet di startup e PMI italiane sono state identificate più di 3mila società che producono innovazione, in molti casi non iscritte ai registri ufficiali. Questo insieme di imprese impiega oltre 23mila addetti e produce ricavi per 3 miliardi di euro. Ancora poche, se paragonate con il resto d’Italia, ma posizionate in cluster dalle grandi potenzialità come il biotech, il software e internet of things, il settore mobile e quello dell’eco-sostenibilità.

Un esempio che conferma questi dati arriva da Potenza dove sono ben 524 le nuove imprese con alla guida un imprenditore under 35 che sono nate in provincia di Potenza nel primo semestre 2017. In questi primi sei mesi dell’anno, a fronte delle 145 cessazioni, il saldo della natimortalità di aziende giovanili risulta dunque ampiamente positivo, + 379, e consolida lo stock complessivo delle imprese condotte da under 35 a 4.064 unità, pari al 10,63% sul totale delle imprese registrate in provincia. Lo rivela un dato del Centro Studi Unioncamere Basilicata.

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Insomma l’innovazione digitale può diventare il traino del sud del nostro paese. Se si guarda l’uso dell’ICT nelle imprese: l’11,8 delle aziende del Sud vende on line, contro una media dell’11% (il Nord-Ovest è a 10,7 mentre il Centro a 9,5); il 26,2% utilizza software specializzato per il CRM (Customer Relationship Management), poco al di sotto della media nazionale del 30 per cento. Quattro Regioni del Sud inoltre sono ai vertici della classifica nazionale per percentuale di popolazione raggiunta con la banda larga fino a 30 Megabit per secondo.

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L’implementazione dell’innovazione digitale rappresenta un trampolino per far fare al sistema produttivo meridionale un salto decisivo verso la crescita. La creazione di una rete di Digital Innovation consentirà a tutte le imprese di entrare in contatto con le opportunità legate alla digitalizzazione della propria attività. Avranno così l’opportunità di realizzare un salto di qualità e ridurre il divario con le altre aree del Paese.

Eventi come Heroes,meet in Maratea 2017: seconda edizione sono fondamentali per la creazione della Digital Innovation in quanto favoriscono  la crescita del connubio tra l’innovazione, la digital transformation e l’imprenditoria, che riteniamo essere il vero motore del cambiamento del nostro paese.

Proprio per questi motivi MARKAPPA sarà presente all’evento, che si terrà a Maratea dal 21 al 23 settembre 2017.

Per tutti i nostri lettori che vogliano prendere parte all’iniziativa è previsto un codice sconto (HEROESMKAPPA) valido fino al 10 Settembre con la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto.

Per tutti gli eroi coraggiosi come noi… ci vediamo a Maratea!

Giuseppe De Nicola

Heroes Prize Competition, ecco le finaliste!

Agosto 2017 – Manca poco alla seconda edizione dell’Heroes Prize Competition. La competizione, organizzata nell’ambito di Heroes, meet in Maratea e riservata alle migliori idee d’impresa del Paese, è già entrata nel vivo, con la pubblicazione della lista delle partecipanti alla fase finale.

Le 51 startup migliori, selezionate tra le oltre 130 pervenute, sono già pronte a sfidarsi a suon di pitch nel corso della tre giorni marateota. L’elenco comprende, oltre alle 40 selezionate a seguito del lancio della call, i vincitori dei contest locali realizzati nell’ambito delle università e di altri eventi territoriali.

Per conoscerle meglio, ecco una serie di dati che ci anticipano cosa succederà a Maratea, e quali sono i principali trend della gara che si chiuderà a settembre.

Settore di riferimento

Dall’analisi dei dati relativi ai partecipanti, emerge che il numero maggiore di startup giunte in finale appartiene al settore del Digital Health. Una rilevazione, pari al 13,7% sul totale, che conferma la tendenza già rilevata lo scorso anno, con il trionfo di dbGLOVE, dispositivo indossabile a sostegno di non vedenti e non udenti.

In seconda posizione realtà appartenenti alla categoria dell’Internet of Things, con l’11,8% delle finaliste. E poi, a pari merito, Food and Beverage e Marketplace, al 9,8%. Un dato in cui si rispecchia la richiesta di innovazione, anche nell’ambito di settori più tradizionali.

Revenue Model

Il 41,2% delle statup selezionate per l’ultima fase dell’Heroes Prize Competition adotta il modello di business B2B2C.

Lo rivela l’analisi dei dati di registrazione, secondo cui il Business to Business to Consumer supera ogni altro modello per quantità di realtà che lo rappresentano. Un dato che testimonia la forte presenza nella competizione di realtà digitali e legate al web.

In seconda posizione in termini numerici le idee d’impresa associabili al modello B2B, qui al 39,2%. In coda il B2C, al 19,6%.

Stadio di sviluppo

Per quanto riguarda lo stadio di sviluppo, si contenderanno il premio finale il 33,3% di startup in fase Seed. Per queste realtà, un’importante occasione di crescita, anche grazie alla possibilità di confronto con investitori provenienti dall’Italia e dall’estero.

Sul podio, in seconda posizione a pari merito, progetti d’impresa in fase Pre-Seed ed Early Stage, qui al 27,5%. L’11,8% delle realtà candidate si trova invece in fase Advanced.

Un ulteriore indicatore del livello delle startup partecipanti alla competizione è la presenza o meno di uno sviluppatore nel team. Rispetto al totale delle selezionate, è il 72,5% delle partecipanti ad avere questo tipo di figura a disposizione.

Provenienza geografica

La partecipazione del territorio in cui si svolgerà la manifestazione si deduce dai dati relativi alla provenienza geografica delle startup che raggiungeranno Maratea per la fase finale della competizione. In particolare, il 51% ha origine nel Sud Italia. Segue il Nord, al 27,5%, e il Centro, al 15,7%, mentre il 5,9% dei progetti hanno origine fuori dall’Italia.

Le province più presenti sono Milano e Roma, rispettivamente al 13,7% e all’11,8%. Napoli e Bari pari merito in terza posizione, con il 9,8% dei progetti generati nella propria area.

Direzione Maratea

Alle startup qui analizzate si aggiungono le realtà selezionate a seguito della call internazionale. Ad oggi sono oltre 25 i team che hanno fatto richiesta di partecipazione, per ciascuno dei paesi partner: Israele, Francia, Spagna, Svizzera, Grecia, Germania, Cipro, Malta, Marocco, Algeria e Tunisia. 5 le finaliste per ciascuno di essi.

Con tutte loro l’appuntamento è a Maratea, con la fase finale della competizione, e con tutti gli altri spazi riservati alle startup. Anche le non finaliste, infatti, avranno modo di entrare a contatto con investitori, innovatori e partner. Questo accadrà sia nella Social Arena, uno spazio in diretta social che ospiterà i pitch, sia nell’area dedicata al Business Matching, dove sarà possibile entrare in contatto con investitori, innovatori e partner.

Per tutte le presenti, una preziosa occasione di partecipazione e confronto, per costruire importanti occasioni di business.


Vi ricordiamo che per la nostra community c’è un codice sconto dedicato a chi vuole partecipare all’evento: HEROESMKAPPA

Il codice è attivo fino al 10 settembre, e prevede la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto: https://www.goheroes.it/it/iscrizioni-2017.html

Vi aspettiamo perchè… anche #questoèmarketing!

Oltre il convenzionale, il guerrilla marketing.

Proprio oggi, in una calda giornata di agosto, durante un pranzo, in famiglia squilla il telefono, chi sarà mai? Non c’è voluto troppo per scoprirlo, è bastato sentire le urla di mio padre sfinito dalle numerose chiamate che riceve ogni giorno dalla stessa compagnia pubblicitaria.

Ormai veniamo continuamente bombardati da messaggi promozionali, in radio, in TV, sui giornali, sui social e tramite e-mail, ma il più delle volte si ottiene l’effetto opposto e ci ritroviamo di fronte a consumatori che cercano di fare slalom tra le varie campagne di marketing. La domanda che viene da porsi è: ma il marketing tradizionale è efficace? Una soluzione potrebbe essere il guerrilla marketing. Il guerrilla marketing riesce a far ottenere obiettivi convenzionali attraverso l’impiego di mezzi non convenzionali con un utilizzo limitato di denaro. L’estro creativo stupisce, coinvolge, molto spesso regala sorrisi e fa si che il consumatore generi  il cosiddetto “word-of-mounth”, da utente ostile a promoter attivo.  Si avverte la sensazione di vivere un’esperienza unica che difficilmente verrà dimenticata, capace di creare un legame con il brand e l’utente, fino ad arrivare alla fidelizzazione. Il guerrilla marketing viene utilizzato molto spesso nelle campagne di sensibilizzazione per ben tre motivi: coinvolgimento, viralità e costi contenuti. Vediamo tre esempi di marketing non convenzionale in Italia nel 2017:

Le Guerrilla Girls: Decine e decine di maschere da gorilla indossate da persone di tutte le età hanno invaso il centro di Bologna con l’obiettivo di installare poster per protestare contro la predominanza maschile nel sistema  artistico.

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Where will Brussels take you?: La promozione di Bruxelles in Europa è stata affidata a un esercito di Puffi avvistati a Roma oltre che a Amsterdam, Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Anversa e Namur. I piccoli omini blu, invenzione delle fumettista belga Peyo, sono stati posizionati in tutti i punti turistici della città con lo scopo di rilanciare il turismo in seguito agli attacchi terroristici alla città di Bruxelles.

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Targhe dal futuro: gli artisti del team DustyEye fanno riflettere sulle nuove tecnologie e sull’uso sconsiderato dei social network attraverso l’affissione di targhe con messaggi provenienti dal futuro. Le targhe in questione, spuntate negli ultimi mesi a Roma, commemorano vittime colpevoli di non possedere un profilo social oppure a causa di violazione degli standard della community. DustyEye si serve della viralità per denunciare un mondo che ha perso l’umanità e l’ha consegnata in mano alle nuove tecnologie.

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Per ottenere una campagna di guerrilla marketing efficace è necessario rompere gli schemi, stare sempre sul pezzo, ma l’ingrediente fondamentale rimare la creatività: sorprendete i vostri consumatori!

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MARKAPPA è Media Supporter di HEROES, Meet in Maratea 2017!

MARKAPPA è lieta di essere media supporter di Heroes,meet in Maratea 2017: seconda edizione dal 21 al 23 settembre 2017. Il più grande evento dell’euro-mediterraneo dedicato a futuro e impresa.

Di seguito vi mostreremo il comunicato stampa di questa interessante iniziativa, cui invitiamo tutti i nostri lettori alla partecipazione (in fondo all’articolo è presente una promo a voi dedicata), in quanto siamo certi che il connubio tra l’innovazione, la digital transformation e l’imprenditoria sia il vero motore del cambiamento del nostro paese.

 

Agosto 2017 – Si terrà dal 21 al 23 settembre prossimo la seconda edizione di Heroes, meet in Maratea, primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival. Protagonisti i principali leader mondiali d’impresa, business angels, investitori, intellettuali, policy makers e le migliori startup del bacino euromediterraneo.

Il Festival, giunto alla sua seconda edizione, si svolgerà a Maratea, in Basilicata. In programma incontri e laboratori, alternati a concerti, escursioni in barca e relax in spiaggia con alcuni dei principali nomi nazionali e internazionali dell’economia e dell’innovazione.

Attraverso keynote speech, worshop, tavole rotonde, interviste, hackathon, showcases e business meeting, Heroes si propone di favorire l’incontro, la collaborazione e la nascita di nuove alleanze tra la domanda e l’offerta di innovazione, attraverso un approccio orientato alla contaminazione e alla co-progettazione.

Al centro dell’attenzione saranno le idee, i progetti e le imprese più innovative e sostenibili e in grado di dimostrare la capacità di rispondere efficacemente alle principali sfide tecnologiche, sociali ed economiche del nostro tempo, in gara per l’Heroes Prize Competition.

Obiettivo dell’iniziativa, creare un modello unico in Italia, in grado di far convergere gli ecosistemi nazionali relativi a innovazione, startup e imprenditoria, oggi frammentati. Un’occasione di incontro e confronto tra mondo diversi eppur complementari quali piccole, medie e grandi imprese, istituzioni, università e nuovi luoghi dell’innovazione, compartecipi nella definizione di nuove strategie di benessere condiviso, di competitività e di occupazione.

Rispetto allo scorso anno, ancora più spazio sarà riservato agli ospiti internazionali. Parteciperanno all’evento, tra gli altri, Chris Walts, Associate Director Ogilvy London, Davide Venturelli, Artificial Intelligence, Quantum Computing, Nanosciences and Robotics (NASA, USRA, Archon), Marco Grossi, Senior Manager Facebook, Marie Stafford, European Director The Innovation Group, Janusz Marecki, Senior Research Scientist Google DeepMind, Polina Raygorodskaya, CEO & Co-Founder Wanderu, Rui P. G. Pereira, Senior Creative Technologist Google, Savannah Peterson, Founder and Chief Unicorn Savvy Millennial.

E poi, ancora, Alessandro Mazzù, Consulente di Web Marketing, Marco Attisani, Founder e Ceo Watly, Matteo Sarzana, General Manager Italy Deliveroo, Mirko Pallera, Founder Ninja Marketing e Ninja Academy, Oliviero Toscani, fotografo, Oscar Di Montigny, Chief Marketing, Communication, Innovation Officer Banca Mediolanum, Roberto Magnifico, Partner  LVenture Group.

L’iniziativa prevede quest’anno anche un’area espositiva dedicata alle startup, e una sezione dedicata alla sperimentazione. Si discuterà di temi di rilevanza sociale ed economica, come Industria 4.0, Intelligenza artificiale, Interazione uomo-macchina, Realtà aumentata e Virtuale, Fintech, Cyber security e Trasferimento tecnologico.

Inoltre, si affronterà il tema dell’evoluzione dei settori produttivi più tradizionali a seguito della Digital Transformation. Un’evoluzione che sta incidendo, ad esempio, su educazione, medicina e salute, energia e ambiente, cultura e turismo, artigianato, moda e commercio, sicurezza e inclusione sociale.

Sono attesi 150 ospiti, 500 startupper e 1000 partecipanti, distribuiti nelle diverse aree allestite nell’occasione. Previste 4 sale per la formazione e il codesign, 3 investor matching area e 1 premio per l’innovazione.


 

Per tutti i nostri lettori che vogliano prendere parte all’iniziativa è previsto un codice sconto (HEROESMKAPPA) valido fino al 10 Settembre con la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto.

Per tutti gli eroi coraggiosi come noi… ci vediamo a Maratea!

#questoèmarketing

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P come Purple Cow

Oltre alle “P” convenzionali, un guru del marketing come Seth Godin ci suggerisce di uscire dagli schemi e creare delle “Mucche Viola” per fare fortuna in un mondo tutto marrone.

Gli addetti ai lavori conoscono dalla letteratura le “sacre P” del marketing (Price, Product, Placement, Promotion), anche se in realtà ognuno può avere le sue preferite e l’elenco tende ad allungarsi. Ma chi si occupa di questa materia è già abituato ad innumerevoli sconvolgimenti, miglioramenti e mutamenti. Seth Godin suggerisce di aggiungere all’elenco la “P” di “Purple Cow” la cui essenza è la straordinarietà. Sostanzialmente si tratta di “Mucche Viola”, per distinguere la nostra organizzazione dalle altre e uscire dal pantano.

Il concetto di Mucca Viola è utilizzato, quindi, come un modo per descrivere un prodotto o un servizio che ha delle caratteristiche così straordinarie da portare l’organizzazione fuori dalla crisi e garantirne la crescita.

Nella società odierna, i consumatori hanno ormai tutto ciò che desiderano, devono solo scegliere, ma non hanno il tempo e soprattutto la voglia di ascoltare gli annunci pubblicitari che vengono loro proposti attraverso i metodi tradizionali (spot televisivi in primis). Ecco che qui entra in gioco la P di “Purple Cow”: l’autore ci suggerisce che, invece di spendere preziose risorse economiche per i convenzionali metodi di marketing, queste possono essere utilizzate per rimboccarci le maniche e creare qualcosa di straordinario.

Fig.1 Curva di Moore

La regola è proprio quella di creare dei prodotti straordinari per le persone giuste. Osservando la curva di Moore in fig. 1, possiamo notare che, mentre nel marketing tradizionale l’obiettivo era raggiungere il maggior numero possibile di persone, quindi il centro della curva della campana (early & late majority), la strategia suggerita da Godin è invece quella di dedicarsi alla parte sinistra della curva (innovators & early adopters).

Creare un prodotto sufficientemente straordinario da attrarre gli innovatori e gli adattatori precoci, che con il loro entusiasmo possono diffondere l’idea lungo tutta la campana.

È lo straordinario, per cui valga la pena di parlare, che si farà autonomamente un marketing positivo, e si espanderà come un virus, dapprima all’interno della nicchia dotata di otaku e poi via via verso tutti gli altri consumatori. I prodotti per tutti esistono già, per cui, se vogliamo creare un’idea che si diffonda, bisogna puntare a raggiungere una nicchia e, se possibile, una nicchia all’interno della nicchia target.

Ma cos’è l’otaku? Un termine giapponese che indica una forte passione e motivazione. Per fare un esempio, Steve Jobs aveva l’otaku per la ricerca di prodotti che “avrebbero cambiato il mondo”.
Cerca il tuootaku e troverai sicuramente la fonte di ispirazione per creare qualcosa di straordinario. Non è difficile, è li dentro di te, basta solo riconoscerlo e saperlo ascoltare.

 

“La pubblicità diretta a tutti è inutile.
occorre indirizzarla a persone interessate e influenti che, starnutendo, diffondono il virus”. (Seth Godin)

Una Mucca Viola non è una scorciatoia, è bensì dedicata alle organizzazioni e alle persone lungimiranti, non garantisce di certo risparmi, ma è il modo migliore e forse l’unico per conseguire una crescita. Non vi è un modo di sapere se avrà successo o meno, se sia troppo rischiosa o meno, ma a farla funzionare è l’imprevedibilità stessa del risultato.

In un mercato affollato la scelta migliore è cercare di emergere, seguire gli altri significa fallire. Una volta emersi, però, bisogna fare necessariamente due cose:

  1. Mungere dalla Mucca per trarne il maggior profitto possibile (dipende chiaramente dai mercati, dal tipo di prodotto, alcuni ad esempio possono creare benefici più a lungo di altri);
  2. Creare un ambiente in grado di implementare un’altra Mucca Viola, prima che i benefici della precedente svaniscano.

Il marketing è essenziale per la vita delle organizzazioni, ma fare cattivo marketing è peggio che non fare nulla. Per questo motivo è necessario affidarsi sempre a professionisti seri e preparati, che possano far risaltare le qualità migliori del prodotto o servizio, indirizzandolo ad una nicchia specifica.

Se poi vogliamo avere una percentuale più alta di garanzia di successo, bisogna invertire il ragionamento precedente, non indirizzare un prodotto o servizio esistente ad una nicchia, bensì trovare un target all’interno di una nicchia di mercato e realizzare per loro un prodotto o servizio straordinario.

Il concetto è quello di stravolgere la concezione tradizionale. Non fare marketing sul prodotto finito, piuttosto creare un prodotto per una determinata clientela, servendosi del marketing come strumento dalla fase iniziale della creazione del prodotto, seguendolo via via fino al lancio sul mercato target.

Le organizzazioni che non hanno voglia di rischiare e di mettersi in gioco hanno già perso!

L’importante lezione che possiamo imparare dalla strategia della Mucca Viola è che: “La via meno rischiosa da intraprendere è proprio quella di rischiare” (cit. Seth Godin).

Antonino Marrone

 

Alla fine ha vinto lui: Vasco Rossi. #questoèmarketing

Eh già…Vasco è ancora qua! Il rocker di Zocca ha conquistato il record mondiale: 220.000 biglietti per una sola data. Ma chi è Vasco Rossi? C’è chi lo ha definito un Papa, uno che unisce tutti; chi invece lo ha definito l’eterno, l’invincibile, il maestro e poi c’è chi lo ha criticato definendolo il fautore di un inedito romanticismo della trasandatezza, della volgarità, della marginalizzazione sociale e dell’ignoranza: il mentore di una sottocultura.

Vasco è nato come un cantante all’opposizione, un ribelle, il fautore della lotta alla borghesia perbenista e lo si può notare già dal consumo di droghe, per non parlare dei suoi testi. “Voglio una vita spericolata” è il testo emblema della sua natura ribelle. Ma viene da chiedersi: dopo 40 anni di carriera, come fa ad avere ancora successo? Quale strategia di marketing ha utilizzato? Vasco alla fine è un brand, ma un brand di qualità, originale. È nato come portatore di una ribellione, di un senso di rivalsa contro il sistema. Amato ed odiato allo stesso tempo. Amato dalla gente semplice, oppressa dal sistema e desiderosa di rompere gli schemi; odiato invece da quelli che costituivano il sistema stesso e rappresentavano quegli schemi di cui Vasco non ha mai saputo cosa farsene. Ha spaccato l’opinione pubblica. Alla fine ha dimostrato di essere lui il vincente. Ha distrutto gli schemi, dopo 40 anni ha dimostrato di essere ancora qua. “Eh già, sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua…ci vuole abilità”. Lo ha detto nel 2011 e lo ha dimostrato il primo luglio al Modena Park: è stato abilissimo nel comunicare, nel creare una sua corrente: il Vaschismo. Negli anni ha creato un prodotto, il Vaschismo, che alla gente piace. Il suo segreto? Il punto forte di questo marchio? La semplicità, l’essere vero e profondo, il riuscire a comunicare il suo essere uno di noi e allo stesso tempo il suo essere una rock-star: l’originalità! Ha iniziato con l’essere il simbolo di una rivoluzione, ha continuato facendosi percepire come “il maestro”, quello che va al massimo, il mito dell’invincibilità! Ha sempre cercato di mantenere un contatto con la sua istintività, ha provato a rimanere quello che è. “Se vi va bene, bene, altrimenti chi se ne frega”, questa è sempre stata la sua filosofia, non ha mai finto. Tutto quello che voleva dire l’ha detto nelle canzoni, sono un diario di chi la vita l’ha vissuta sulla sua pelle e non per sentito dire. Ha raccontato tutto quello che vedeva, tutto quello che gli stava sul cazzo, voleva provocare reazioni. Quando una canzone provoca, crea una reazione,  tiene sveglie le persone e lui ha sempre voluto tenere sveglia la gente. “Ho solo qualche multa da pagare, qualche pastiglia e qualche rospo da ingoiare…” chi è che non si riconosce in Vasco? In ognuno di noi c’è un pezzo di Vasco ed ecco perché, anche dopo 40 anni di carriera, funziona e stravince: è terribilmente vero e semplice. Quei suoi testi in cui ognuno di noi si riconosce almeno un po’; quel suo raccontare la vita senza mezzi termini; quel suo essere vero, profondo, semplice, diretto; quel suo volersi affermare senza fingere…il Vaschismo oggi è la più grande e vincente strategia di marketing che il mondo della musica abbia mai sfornato.

Vasco Rossi Marketing Markappa

Il primo luglio 220.000 persone hanno trattenuto la pipì per ore ed ore, solo per Vasco Rossi, per l’invincibile. La prossima volta, al prossimo concerto, quante persone ci saranno? La scommessa è oltrepassare il successo del Modena Park: Vasco può farcela. Era dal 1990 che non si vedeva un concerto di questa portata, dai tempi degli A-Ha, che radunarono 198.000 persone in un concerto storico a Rio De Janeiro. Vasco, quasi sconosciuto all’estero, è andato ben oltre ed andrà ancora oltre, perché è unico e non è di plastica, uno di questi mille cantanti tutti irriconoscibili, tutti uguali. Vasco è un intreccio inestricabile tra vita e show e non a caso si afferma nel decennio dell’ascesa inarrestabile della società dello spettacolo e del piacere, presentandosi, per generazioni di giovani rapiti dal suo incantesimo e oggi estremamente precari non soltanto da un punto di vista esistenziale, ma anche lavorativo, come l’alfiere dell’eterna rivolta anti-borghese. Eh già…alla fine ha vinto lui, Vasco Rossi.

Di Alessandro Pannozzo