Perchè l’e-book in Italia non decolla?

GIADA LUCARINI, Senza categoria

Se fino a poco tempo fa, con l’avvento in Italia dell’e-book, la domanda più comune tra gli esperti del settore dell’editoria e i lettori italiani era “che fine faranno i libri di carta?”, ora la questione si complica e ci si chiede come mai il mercato del libro digitale sia bloccato, incapace di conquistare definitivamente quella piccola fetta di italiani abituati a leggere libri.

Che fine faranno i libri di carta?

A confermare questo andamento, in un mondo sempre più digitalizzato, è l’Osservatorio dell’AIE[1], il quale ha registrato in Italia non una semplice staticità interna al mercato, ma addirittura un calo, seppur lieve, delle vendite di e-book. Al calo è seguita una ripresa del mercato del libro tradizionale, per la gioia di chi ha sempre creduto nel potere delle pagine di carta da sfogliare e odorare, rifiutando quelle previsioni apocalittiche che vedevano il classico libro come il prossimo oggetto d’antiquariato da custodire con cura nella libreria della propria casa, sostituito da un libro in formato digitale in grado di offrire più contenuti e di aprire al progresso l’intera società.

 

      Fig. 1 – Kindle e-reader.

giada1

         Fonte:  www.amazon.it

 

Alla base della recessione si trovano le strategie adottate dai big five, i più grandi editori d’America[2], volte a mettere fuori gioco il gigante Amazon, che da tempo simboleggia la realtà degli e-book grazie al successo dei Kindle e che, con il suo presunto ruolo di monopolista, non permette a chi fa editoria di ottenere prestigio e consensi. Le strategie prevedono che gli editori definiscano i prezzi di vendita degli e-book, prezzi che iniziano a essere sempre più elevati e che Amazon non può modificare. La diretta conseguenza di tale politica di pricing è dunque un brusco calo delle vendite (pari al -10% tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016) da un lato, e un rilancio delle librerie indipendenti seguito da una rinascita della carta stampata dall’altro.

Di tutto questo risente inevitabilmente l’Italia, già messa KO dalla crisi economica.

Ma è davvero così intelligente aumentare i prezzi dei libri in formato digitale? Per prassi un e-book dovrebbe costare meno di un libro di carta, dal momento che vengono abbattuti i costi relativi alla produzione, al magazzino, al trasporto, ai resi, trattandosi di un bene non fisico e riproducibile all’infinito. Sicuramente anche l’IVA al 22%, soltanto di recente equiparata a quella del libro stampato pari al 4%, ha contribuito a fermare l’avanzata di tale bene, portando il pubblico di lettori a scegliere tra i due formati (con prezzo spesso simile) quello che si può sfogliare realmente.

 

        Fig. 2 – La campagna #unlibroèunlibro per l’abbassamento dell’IVA degli e-book.

giada2             

Fonte: http://www.unlibroeunlibro.org/          

 

Va considerato anche che gli italiani leggono pochissimo e che il libro digitale non può decollare se prima non viene attuata un’opera intelligente e stimolante di promozione della lettura, volta a creare nuovi lettori. In più, è necessario risolvere il problema del digital divide[3], spesso conseguenza dell’assenza di una connessione veloce a Internet distribuita su tutto il territorio nazionale (nel 2017 ancora tante province italiane non dispongono di copertura), che permetta agli eventuali lettori digitali di fruire dei contenuti extra e multimediali che l’e-book, rispetto al classico libro, offre.

Volendo individuare un ulteriore elemento in grado di giustificare il mancato successo dell’e-book all’interno del vasto mondo dei libri, si potrebbe affermare che esso non abbia rappresentato una vera e propria invenzione, o almeno non al pari della televisione, della radio o di Internet. Questi media hanno letteralmente conquistato la società perché hanno introdotto contenuti nuovi in forme altrettanto nuove, favorendo una completa affezione da parte degli individui. Il libro digitale, al contrario, non ha introdotto nulla di essenziale che non fosse già presente all’interno dell’oggetto libro, non ha introdotto il testo, lo ha riproposto in forma differenziata.

Ma se le problematiche di base del mancato decollo sono quelle appena descritte, sembra assurdo che non si riesca a trovare una soluzione definitiva in grado di rendere l’e-book non un sostituto del classico libro, bensì un formato comodo utilizzabile per svariati fini.

L’opinione più plausibile è che attualmente manchi la volontà di operare allo scopo di diffondere il mercato degli e-book, quantomeno in Italia. Mancano delle vere strategie di diffusione del libro digitale che garantiscano successo e miglioramento del trend, a partire dalle campagne di promozione della lettura.

In Germania, ad esempio, vengono avviate continuamente iniziative capaci di avvicinare il popolo ai libri. Tra queste vi è quella dei distributori di libri nelle stazioni della metropolitana, oppure l’idea dei tronchi intagliati degli alberi sulle strade pubbliche all’interno dei quali ogni passante possa mettere a disposizione romanzi e testi di qualsiasi tipo, il tutto con l’obiettivo di destare l’attenzione e la curiosità dei cittadini.                        

Fig. 3 – Prenzlauer Berg, Berlino. Book Forest, iniziativa di promozione della lettura.

         giada3

Fonte: http://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/berlino-foresta-artificiale

In Italia, un tentativo di avvicinare i lettori al libro digitale è stato il Progetto INDIeBOOK-l’e-book dei librai indipendenti realizzato da Messaggerie Italiane, che permette ai lettori di entrare in libreria per acquistare anche e-reader e relativi e-book, ricevendo consigli dal libraio e avendo la possibilità di effettuare il pagamento in contanti. Una svolta importante per coloro i quali non sanno ancora approcciarsi alla rete e un’occasione unica che porta alla fidelizzazione dei clienti.

Le poche iniziative avviate finora fanno pensare che il Paese voglia frenare l’avanzata degli e-book, probabilmente per il timore di mettere a rischio equilibri e interessi economici ormai stabili. Il mercato del libro italiano continua a essere basato sul cartaceo, dal momento che l’editoria tradizionale è una macchina che funziona benissimo e i grandi editori sanno che la vendita di un libro stampato è molto più proficua di quella di un libro in formato digitale.

La verità, però, è che quest’ultimo deve avere la possibilità di espandersi perché possiede grandi potenzialità. Con la giusta volontà di sperimentazione, con campagne di promozione costruite ad hoc che utilizzino tutti gli strumenti a disposizione, con un’alta dose di creatività, si potrebbe risvegliare il mondo ancora pigro degli e-book, in modo da sfruttarne tutti i vantaggi.

 

[1] Associazione Italiana Editori.

 

[2] HarperCollins Publishers, Simon & Schuster, Macmillan, Penguin Random House e Hachette Book Group.

 

[3] Cfr. Zocchi P., Internet, la democrazia possibile: come vincere la sfida del digital divide, Milano, Guerini, 2003.

 

Giada Lucarini

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...