Oltre il convenzionale, il guerrilla marketing.

Proprio oggi, in una calda giornata di agosto, durante un pranzo, in famiglia squilla il telefono, chi sarà mai? Non c’è voluto troppo per scoprirlo, è bastato sentire le urla di mio padre sfinito dalle numerose chiamate che riceve ogni giorno dalla stessa compagnia pubblicitaria.

Ormai veniamo continuamente bombardati da messaggi promozionali, in radio, in TV, sui giornali, sui social e tramite e-mail, ma il più delle volte si ottiene l’effetto opposto e ci ritroviamo di fronte a consumatori che cercano di fare slalom tra le varie campagne di marketing. La domanda che viene da porsi è: ma il marketing tradizionale è efficace? Una soluzione potrebbe essere il guerrilla marketing. Il guerrilla marketing riesce a far ottenere obiettivi convenzionali attraverso l’impiego di mezzi non convenzionali con un utilizzo limitato di denaro. L’estro creativo stupisce, coinvolge, molto spesso regala sorrisi e fa si che il consumatore generi  il cosiddetto “word-of-mounth”, da utente ostile a promoter attivo.  Si avverte la sensazione di vivere un’esperienza unica che difficilmente verrà dimenticata, capace di creare un legame con il brand e l’utente, fino ad arrivare alla fidelizzazione. Il guerrilla marketing viene utilizzato molto spesso nelle campagne di sensibilizzazione per ben tre motivi: coinvolgimento, viralità e costi contenuti. Vediamo tre esempi di marketing non convenzionale in Italia nel 2017:

Le Guerrilla Girls: Decine e decine di maschere da gorilla indossate da persone di tutte le età hanno invaso il centro di Bologna con l’obiettivo di installare poster per protestare contro la predominanza maschile nel sistema  artistico.

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Where will Brussels take you?: La promozione di Bruxelles in Europa è stata affidata a un esercito di Puffi avvistati a Roma oltre che a Amsterdam, Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Anversa e Namur. I piccoli omini blu, invenzione delle fumettista belga Peyo, sono stati posizionati in tutti i punti turistici della città con lo scopo di rilanciare il turismo in seguito agli attacchi terroristici alla città di Bruxelles.

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Targhe dal futuro: gli artisti del team DustyEye fanno riflettere sulle nuove tecnologie e sull’uso sconsiderato dei social network attraverso l’affissione di targhe con messaggi provenienti dal futuro. Le targhe in questione, spuntate negli ultimi mesi a Roma, commemorano vittime colpevoli di non possedere un profilo social oppure a causa di violazione degli standard della community. DustyEye si serve della viralità per denunciare un mondo che ha perso l’umanità e l’ha consegnata in mano alle nuove tecnologie.

foto 3

Per ottenere una campagna di guerrilla marketing efficace è necessario rompere gli schemi, stare sempre sul pezzo, ma l’ingrediente fondamentale rimare la creatività: sorprendete i vostri consumatori!

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