Alla fine ha vinto lui: Vasco Rossi. #questoèmarketing

ALESSANDRO PANNOZZO

Eh già…Vasco è ancora qua! Il rocker di Zocca ha conquistato il record mondiale: 220.000 biglietti per una sola data. Ma chi è Vasco Rossi? C’è chi lo ha definito un Papa, uno che unisce tutti; chi invece lo ha definito l’eterno, l’invincibile, il maestro e poi c’è chi lo ha criticato definendolo il fautore di un inedito romanticismo della trasandatezza, della volgarità, della marginalizzazione sociale e dell’ignoranza: il mentore di una sottocultura.

Vasco è nato come un cantante all’opposizione, un ribelle, il fautore della lotta alla borghesia perbenista e lo si può notare già dal consumo di droghe, per non parlare dei suoi testi. “Voglio una vita spericolata” è il testo emblema della sua natura ribelle. Ma viene da chiedersi: dopo 40 anni di carriera, come fa ad avere ancora successo? Quale strategia di marketing ha utilizzato? Vasco alla fine è un brand, ma un brand di qualità, originale. È nato come portatore di una ribellione, di un senso di rivalsa contro il sistema. Amato ed odiato allo stesso tempo. Amato dalla gente semplice, oppressa dal sistema e desiderosa di rompere gli schemi; odiato invece da quelli che costituivano il sistema stesso e rappresentavano quegli schemi di cui Vasco non ha mai saputo cosa farsene. Ha spaccato l’opinione pubblica. Alla fine ha dimostrato di essere lui il vincente. Ha distrutto gli schemi, dopo 40 anni ha dimostrato di essere ancora qua. “Eh già, sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua…ci vuole abilità”. Lo ha detto nel 2011 e lo ha dimostrato il primo luglio al Modena Park: è stato abilissimo nel comunicare, nel creare una sua corrente: il Vaschismo. Negli anni ha creato un prodotto, il Vaschismo, che alla gente piace. Il suo segreto? Il punto forte di questo marchio? La semplicità, l’essere vero e profondo, il riuscire a comunicare il suo essere uno di noi e allo stesso tempo il suo essere una rock-star: l’originalità! Ha iniziato con l’essere il simbolo di una rivoluzione, ha continuato facendosi percepire come “il maestro”, quello che va al massimo, il mito dell’invincibilità! Ha sempre cercato di mantenere un contatto con la sua istintività, ha provato a rimanere quello che è. “Se vi va bene, bene, altrimenti chi se ne frega”, questa è sempre stata la sua filosofia, non ha mai finto. Tutto quello che voleva dire l’ha detto nelle canzoni, sono un diario di chi la vita l’ha vissuta sulla sua pelle e non per sentito dire. Ha raccontato tutto quello che vedeva, tutto quello che gli stava sul cazzo, voleva provocare reazioni. Quando una canzone provoca, crea una reazione,  tiene sveglie le persone e lui ha sempre voluto tenere sveglia la gente. “Ho solo qualche multa da pagare, qualche pastiglia e qualche rospo da ingoiare…” chi è che non si riconosce in Vasco? In ognuno di noi c’è un pezzo di Vasco ed ecco perché, anche dopo 40 anni di carriera, funziona e stravince: è terribilmente vero e semplice. Quei suoi testi in cui ognuno di noi si riconosce almeno un po’; quel suo raccontare la vita senza mezzi termini; quel suo essere vero, profondo, semplice, diretto; quel suo volersi affermare senza fingere…il Vaschismo oggi è la più grande e vincente strategia di marketing che il mondo della musica abbia mai sfornato.

Vasco Rossi Marketing Markappa

Il primo luglio 220.000 persone hanno trattenuto la pipì per ore ed ore, solo per Vasco Rossi, per l’invincibile. La prossima volta, al prossimo concerto, quante persone ci saranno? La scommessa è oltrepassare il successo del Modena Park: Vasco può farcela. Era dal 1990 che non si vedeva un concerto di questa portata, dai tempi degli A-Ha, che radunarono 198.000 persone in un concerto storico a Rio De Janeiro. Vasco, quasi sconosciuto all’estero, è andato ben oltre ed andrà ancora oltre, perché è unico e non è di plastica, uno di questi mille cantanti tutti irriconoscibili, tutti uguali. Vasco è un intreccio inestricabile tra vita e show e non a caso si afferma nel decennio dell’ascesa inarrestabile della società dello spettacolo e del piacere, presentandosi, per generazioni di giovani rapiti dal suo incantesimo e oggi estremamente precari non soltanto da un punto di vista esistenziale, ma anche lavorativo, come l’alfiere dell’eterna rivolta anti-borghese. Eh già…alla fine ha vinto lui, Vasco Rossi.

Di Alessandro Pannozzo

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