Calcio & Social: Real e Barça volano, le italiane arrancano

PASQUALINO BRUNO

Social sì, ma con moderazione. I club italiani sembrano aver scoperto, con notevole ritardo a dire il vero, l’importanza di piattaforme come Facebook, Twitter, Instagram e via discorrendo. Basta analizzare sinteticamente alcuni dati per capire il divario che esiste, nei social, tra i club italiani e quelli stranieri. La Juventus, ad esempio, può contare su oltre 27 milioni di iscritti sulla fanpage ufficiale di Facebook. Una pagina che è cresciuta notevolmente negli ultimi anni in termini di like, anche per il lavoro svolto dai social media manager in termini di gestione dei contenuti e di engagement nelle varie campagne di comunicazione. Una crescita accompagnata anche dai successi del club in campo nazionale e che potrebbe anche migliorare nei prossimi anni, visto che il nuovo logo del club, una J raddoppiata e stilizzata, è stato pensato e progettato con lo scopo di conquistare nuovi mercati e rendere la società bianconera un brand appetibile fuori dalla madrepatria e anche tra i non patiti di calcio.

Incensato a dovere il lavoro svolto dai social media manager della Juve, c’è da guardare ora il rovescio della medaglia. Se 27 milioni di iscritti alla pagina Facebook dei bianconeri vi sembrano molti, pensate che in cima alla classifica delle fanpage delle squadre di calcio più seguite c’è il Real Madrid, che, al momento attuale, può contare su 102.757.658 iscritti, mentre il Barcellona è distante pochi migliaia di fans, visto che è a quota 102.185.947 persone. Gradino più basso del podio per il Manchester United che veleggia sui 73 milioni di fans.  Una differenza abissale, quindi, tra i club della Liga (e aggiungiamo quelli della Premier) rispetto alle società di casa nostra. Soprattutto se consideriamo che gli account ufficiali sui social delle squadre di calcio servono per avvicinare il più possibile i tifosi ai loro beniamini, ma anche, e soprattutto, per creare campagne di marketing ad hoc. Tradotto in parole povere: i social servono per monetizzare.

Tornando nel Bel Paese, se la Juve è prima come numero di like sulla sua pagina Facebook, dietro si assesta il Milan, con quasi 25 milioni di fans. Di certo, il club rossonero può fare di più, dovuto anche alle 7 Champions League (o Coppe dei Campioni per i più nostalgici) che rendono la società rossonera conosciuta in tutto il mondo. Chissà se i nuovi proprietari del club, punteranno forte sulla crescita del “brand Milan” su larga scala. Terza la Roma con oltre 8 milioni di iscritti, mentre l’Inter è solo quarta con poco più di 6 milioni di like. Ma i neroazzurri sono sbarcati per primi su SINA Weibo, sito di microblogging cinese che è un ibrido fra Twitter e Facebook.

Se su Instagram è sempre la Juve a dettare legge (sette milioni di follower), su Twitter, invece, è il Milan che si piazza sul podio più alto, con 4.700.000 follower a fronte dei 4.300.000 follower della società bianconera.

Se le squadre di casa nostra hanno impiegato un po’ a scoprire le potenzialità dei social, i calciatori italiani o quelli che militano nel nostro paese, non esitano a raccontare tutto o quasi della loro vita attraverso tweet, foto e post. Certo, ogni tanto non mancano delle gaffe clamorose, basti pensare a Juan Cuadrado, che, a fine aprile scorso, in vista della trasferta di Bergamo della Juventus, ha deciso di pubblicare una foto con la nuova maglia dei bianconeri della prossima stagione, con tanto di nuovo logo. Post poi cancellato, ma intanto la foto ha fatto presto a diventare virale.

Nel frattempo un altro social sta provando a ritagliarsi uno spazio sul web. Si tratta di Dugout (“panchina” in inglese), fondato dai britannici Elliot Richardson e James Hilton e finanziato dall’Arcadia Group di Philip Green, uno che non perde tempo a buttare dei soldi su un nuovo progetto che reputa convincente e vincente.

Il concetto alla base di Dugout è semplice: sulla piattaforma, club e calciatori possono caricare contenuti (in prevalenza video) a profusione; per il momento si tratta di roba trita e ritrita, che già vediamo in giro su altri social, ma Dugout sembra avere margini di crescita. Il motivo è presto detto: su questa nuova piattaforma i club possono incassare più soldi. Se facebook e twitter dimostrano di avere le “braccine corte” quando si tratta di dividere i proventi pubblicitari con chi sfrutta la loro piattaforma, Dugout ha invece promesso una spartizione “alla pari” dei ricavi pubblicitari. Il 50% degli incassi derivanti dalla pubblicità inserita nei video postati dal club, quindi, finiscono direttamente nelle casse delle società. In futuro questo mezzo, realizzato con uno stile grafico che ricorda il videogames Pro Evolution Soccer e rivolto ai cosiddetti “millennials” (quelli nati tra gli inizi degli anni ottanta e i primi anni del Duemila, per capirci), potrebbe ospitare contenuti extra molto più interessanti e, perché no, anche partite amichevoli dei maggiori club calcistici al mondo.

Staremo a vedere, intanto Dugout è stato tradotto in nove lingue, senza tralasciare il mercato asiatico ovviamente. Il marketing legato ai social, quindi, sembrerebbe l’ennesima gallina dalle uova per il mondo del calcio. E l’Italia, soprattutto in questo campo, non può permettersi di restare nuovamente indietro!

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