IL RUOLO DELLA POESIA NELL’ERA DIGITALE

ENRICO ROCA, Senza categoria

Prima di affrontare questo tema bisogna partire da una premessa, la poesia (e quindi il poeta) aveva perso valore già da molto tempo. Baudelaire nella sua poesia “L’Albatros” (1859) paragona l’uccello alla figura del poeta; come l’uccello è maestoso in cielo e goffo sulla terra, così il poeta è emarginato nella società attuale. Parla di perdita dell’aureola del poeta, perché nella società moderna, una società utilitaristica, la poesia che non ha nessun fine pratico è vista come una perdita di tempo e il poeta, che un tempo era un membro stimato della società, viene visto come un vagabondo.

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Arrivando ai giorni nostri è evidente il cambiamento, o meglio la rivoluzione, a cui ha portato internet. Si può notare in ogni ambito e la poesia non fa eccezione. Con l’avvento dell’era digitale la possibilità di diffondere un testo è sicuramente maggiore e chiunque può provare a scrivere una poesia, condividerla sui social e trovare un pubblico, ma spesso questo accade a discapito della qualità. Perciò si ripropone il problema di distinguere ciò che è poesia da ciò che non lo è. Non esiste un criterio universale di selezione, ma solo diverse scuole di pensiero: c’è chi presta maggiore attenzione all’aspetto metrico, chi a quello retorico e chi invece al contenuto. In molti hanno provato a definire cosa è poesia e tra questi è particolarmente interessante una frase di Jim Morrison:

La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità, apre tutte le porte, e voi potete passare per quella che preferite.

Però, l’incremento di un pubblico di lettori non va di pari passo con l’incremento dell’interesse verso la poesia, che forse non è mai stato così basso. Il potenziale che si ha a disposizione con i social network è enorme, ma non è semplice sfruttarlo. Per questo è necessario rivolgersi ad esperti del settore, a persone che hanno studiato appositamente come utilizzare al meglio questi nuovi canali di comunicazione in corsi come “digital marketing”, per raggiungere un pubblico più ampio e per fare in modo che un testo venga valutato per quanto realmente vale. Potremmo vedere questa come una fase transitoria, da cui qualcuno troverà il modo per sfruttare questo potenziale nel modo migliore per ri-valorizzare la poesia. Ma una cosa sembra evidente, la funzione sociale della poesia deve essere recuperata e il mondo digitale offre le migliori opportunità per farlo. Concludo citando ancora Jim Morrison:

“L’arte suprema è la poesia, perché ciò che ci definisce come esseri umani è il linguaggio.”

(Enrico Roca)

Perchè l’e-book in Italia non decolla?

GIADA LUCARINI, Senza categoria

Se fino a poco tempo fa, con l’avvento in Italia dell’e-book, la domanda più comune tra gli esperti del settore dell’editoria e i lettori italiani era “che fine faranno i libri di carta?”, ora la questione si complica e ci si chiede come mai il mercato del libro digitale sia bloccato, incapace di conquistare definitivamente quella piccola fetta di italiani abituati a leggere libri.

Che fine faranno i libri di carta?

A confermare questo andamento, in un mondo sempre più digitalizzato, è l’Osservatorio dell’AIE[1], il quale ha registrato in Italia non una semplice staticità interna al mercato, ma addirittura un calo, seppur lieve, delle vendite di e-book. Al calo è seguita una ripresa del mercato del libro tradizionale, per la gioia di chi ha sempre creduto nel potere delle pagine di carta da sfogliare e odorare, rifiutando quelle previsioni apocalittiche che vedevano il classico libro come il prossimo oggetto d’antiquariato da custodire con cura nella libreria della propria casa, sostituito da un libro in formato digitale in grado di offrire più contenuti e di aprire al progresso l’intera società.

 

      Fig. 1 – Kindle e-reader.

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         Fonte:  www.amazon.it

 

Alla base della recessione si trovano le strategie adottate dai big five, i più grandi editori d’America[2], volte a mettere fuori gioco il gigante Amazon, che da tempo simboleggia la realtà degli e-book grazie al successo dei Kindle e che, con il suo presunto ruolo di monopolista, non permette a chi fa editoria di ottenere prestigio e consensi. Le strategie prevedono che gli editori definiscano i prezzi di vendita degli e-book, prezzi che iniziano a essere sempre più elevati e che Amazon non può modificare. La diretta conseguenza di tale politica di pricing è dunque un brusco calo delle vendite (pari al -10% tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016) da un lato, e un rilancio delle librerie indipendenti seguito da una rinascita della carta stampata dall’altro.

Di tutto questo risente inevitabilmente l’Italia, già messa KO dalla crisi economica.

Ma è davvero così intelligente aumentare i prezzi dei libri in formato digitale? Per prassi un e-book dovrebbe costare meno di un libro di carta, dal momento che vengono abbattuti i costi relativi alla produzione, al magazzino, al trasporto, ai resi, trattandosi di un bene non fisico e riproducibile all’infinito. Sicuramente anche l’IVA al 22%, soltanto di recente equiparata a quella del libro stampato pari al 4%, ha contribuito a fermare l’avanzata di tale bene, portando il pubblico di lettori a scegliere tra i due formati (con prezzo spesso simile) quello che si può sfogliare realmente.

 

        Fig. 2 – La campagna #unlibroèunlibro per l’abbassamento dell’IVA degli e-book.

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Fonte: http://www.unlibroeunlibro.org/          

 

Va considerato anche che gli italiani leggono pochissimo e che il libro digitale non può decollare se prima non viene attuata un’opera intelligente e stimolante di promozione della lettura, volta a creare nuovi lettori. In più, è necessario risolvere il problema del digital divide[3], spesso conseguenza dell’assenza di una connessione veloce a Internet distribuita su tutto il territorio nazionale (nel 2017 ancora tante province italiane non dispongono di copertura), che permetta agli eventuali lettori digitali di fruire dei contenuti extra e multimediali che l’e-book, rispetto al classico libro, offre.

Volendo individuare un ulteriore elemento in grado di giustificare il mancato successo dell’e-book all’interno del vasto mondo dei libri, si potrebbe affermare che esso non abbia rappresentato una vera e propria invenzione, o almeno non al pari della televisione, della radio o di Internet. Questi media hanno letteralmente conquistato la società perché hanno introdotto contenuti nuovi in forme altrettanto nuove, favorendo una completa affezione da parte degli individui. Il libro digitale, al contrario, non ha introdotto nulla di essenziale che non fosse già presente all’interno dell’oggetto libro, non ha introdotto il testo, lo ha riproposto in forma differenziata.

Ma se le problematiche di base del mancato decollo sono quelle appena descritte, sembra assurdo che non si riesca a trovare una soluzione definitiva in grado di rendere l’e-book non un sostituto del classico libro, bensì un formato comodo utilizzabile per svariati fini.

L’opinione più plausibile è che attualmente manchi la volontà di operare allo scopo di diffondere il mercato degli e-book, quantomeno in Italia. Mancano delle vere strategie di diffusione del libro digitale che garantiscano successo e miglioramento del trend, a partire dalle campagne di promozione della lettura.

In Germania, ad esempio, vengono avviate continuamente iniziative capaci di avvicinare il popolo ai libri. Tra queste vi è quella dei distributori di libri nelle stazioni della metropolitana, oppure l’idea dei tronchi intagliati degli alberi sulle strade pubbliche all’interno dei quali ogni passante possa mettere a disposizione romanzi e testi di qualsiasi tipo, il tutto con l’obiettivo di destare l’attenzione e la curiosità dei cittadini.                        

Fig. 3 – Prenzlauer Berg, Berlino. Book Forest, iniziativa di promozione della lettura.

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Fonte: http://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/berlino-foresta-artificiale

In Italia, un tentativo di avvicinare i lettori al libro digitale è stato il Progetto INDIeBOOK-l’e-book dei librai indipendenti realizzato da Messaggerie Italiane, che permette ai lettori di entrare in libreria per acquistare anche e-reader e relativi e-book, ricevendo consigli dal libraio e avendo la possibilità di effettuare il pagamento in contanti. Una svolta importante per coloro i quali non sanno ancora approcciarsi alla rete e un’occasione unica che porta alla fidelizzazione dei clienti.

Le poche iniziative avviate finora fanno pensare che il Paese voglia frenare l’avanzata degli e-book, probabilmente per il timore di mettere a rischio equilibri e interessi economici ormai stabili. Il mercato del libro italiano continua a essere basato sul cartaceo, dal momento che l’editoria tradizionale è una macchina che funziona benissimo e i grandi editori sanno che la vendita di un libro stampato è molto più proficua di quella di un libro in formato digitale.

La verità, però, è che quest’ultimo deve avere la possibilità di espandersi perché possiede grandi potenzialità. Con la giusta volontà di sperimentazione, con campagne di promozione costruite ad hoc che utilizzino tutti gli strumenti a disposizione, con un’alta dose di creatività, si potrebbe risvegliare il mondo ancora pigro degli e-book, in modo da sfruttarne tutti i vantaggi.

 

[1] Associazione Italiana Editori.

 

[2] HarperCollins Publishers, Simon & Schuster, Macmillan, Penguin Random House e Hachette Book Group.

 

[3] Cfr. Zocchi P., Internet, la democrazia possibile: come vincere la sfida del digital divide, Milano, Guerini, 2003.

 

Giada Lucarini

 

 

 

Il Marketing ai tempi della VR

LORENZO GOVERNATORI

Che cosa lega un martedì di settembre come tanti, IKEA, Game Of Thrones e la nuova fatica del colosso della tecnologia APPLE?

Semplice…un visore VR per la realtà aumentata!

Quello che molti consideravano uno dei principali trend nel 2017 (insieme ai ChatBot) potrebbe finalmente decollare con la presentazione del nuovo iPhone prevista per martedì 12 settembre.

Ma facciamo un passo indietro…

La realtà aumentata è presente già da diverso tempo nell’orbita del marketing e dei social network, basti pensare alla scorsa presentazione di Facebook durante l’F8 di aprile del primo social network interamente basato sulla tecnologia VR: SPACES (https://www.facebook.com/spaces).

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Naturalmente lo abbiamo provato, ma aldilà dell’immenso potenziale di ciò che si può vivere tramite un visore Oculus Rift, ci è apparso ancora come un qualcosa per pochi.

Quello che forse è mancato (almeno fino a questo momento), è stata la possibilità di rendere questa tecnologia accessibile a tutti… un evento, un “big bang” che potesse trasformarla da semplice trend ad un qualcosa di mainstream.

Secondo quanto emerge dai rumors di corridoio però, le cose stanno per cambiare!

Dopo gli acquisti di Apple di almeno un paio di startup operanti nel settore della realtà aumentata, il nuovo iPhone dovrebbe puntare molto su questa tecnologia, recuperando così il gap che negli ultimi mesi aveva accumulato da Android (su tutte Samsung, che con il suo Samsung Gear dispone da tempo di un visore di proprietà).

Lo sappiamo: quasi qualsiasi cosa tocchi l’azienda di Cupertino diventa oro e fa tendenza…e considerando il fatto che ormai da diverso tempo è possibile acquistare su Amazon un visore a prezzi molto economici (€20 per gli utenti prime), ecco che si creano finalmente le condizioni affinché la VR entri nel quotidiano di tutti.

So già la domanda che vi state facendo a questo punto… ”ma come può una tecnologia del genere integrarsi bene col mondo reale, quando per definizione potrebbe portare l’individuo ad isolarsi??”.

Molti avranno ancora in mente la seconda puntata della terza stagione di Black Mirror (Playtest – Giochi pericolosi), dove il protagonista vive una mortale esperienza di gioco con la VR…poco “Virtuale” ma molto “Reale” in questo caso.

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Certo è che scenari apocalittici come quelli ipotizzati con la serie tv da Netflix (ah, quasi dimenticavo…l’app di Netflix da dicembre 2016 è già compatibile con alcuni visori VR) non rappresenteranno realmente il futuro dell’umanità, ma come qualsiasi rivoluzione, anche questa porterà con se alcuni costi.

Ma quali sono le conseguenze di tutto questo per le aziende?

Anzitutto, inizieremo a vedere molto strategie di marketing incentrate sul concetto del “marketing experience”: far vivere l’esperienza del cliente a 360°, magari già da casa indossando il proprio visore. Potremmo avere l’opportunità di entrare “fisicamente” all’interno della produzione aziendale, o magari provare che effetto fa addosso il nuovo modello della Levis.

In tal senso, Hubspot una settimana fa è venuta in contro alle aziende pubblicando un interessante articolo su come creare efficaci strategie di content marketing con la realtà aumentata.

Affascinante ad esempio è il caso esaminato dell’app di IKEA “Ikea Place”, attraverso la quale poter scoprire in tempo reale quale sia il posto migliore della casa per la vostra nuova libreria BILLY.

Ho sempre pensato che un’applicazione ideale e molto “pacifica” per questo strumento potrebbe essere anche un evento o una fiera, dove di solito si ha poco tempo per catturare l’attenzione (e qualche ordine) di molti clienti.
In mente ad esempio ho il Vinitaly, dove un qualsiasi importatore straniero potrebbe vivere in prima persona il lavoro e la terra che gli hanno concesso di godere del vino che sta sorseggiando, quasi come fosse un sogno ad occhi aperti.

Le possibilità sono infinite, e l’unico limite è l’immaginazione. Mentre siete ad un meeting sulla vostra serie preferita, potreste ritrovarvi ad esempio a scalare la barriera di Game Of Thrones (https://www.youtube.com/watch?v=LP6Y6kihp_Y)….

…anche #questoèmarketing !

 

LORENZO GOVERNATORI

Le opportunità per innovare al Sud

eventi, GIUSEPPE DE NICOLA

È così azzardato guardare al Sud come ad un “foglio bianco” su cui disegnare da zero nuovi sviluppi professionali ad alto valore innovativo?

Probabilmente c’è da farsi chiamare folli se si vuole scommettere sulle opportunità occupazionali nei settori dell’innovazione, della tecnologia e del digitale partendo dal Sud Italia. Noi crediamo sia da lucidi visionari.

Tutti i giovani meridionali che hanno partecipato a convegni e presentazioni si sono sempre sentiti dire, fino allo sfinimento, che “il Meridione è in crescita”. Nulla da obiettare sui contenuti in sé, il punto è che si tratta spesso di frasi che, in realtà, sono vuote. E con il vuoto, al Sud, non si va lontano.

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Le tendenze riguardanti la digitalizzazione del Sud sono in atto e ora sta riscuotendo un discreto successo anche il web marketing. Quest’ultimo è un settore già affermato nelle regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, ma che permane debole nel sud del nostro paese.

 

Come mostrano le statistiche, ma anche studi e previsioni, è comunque un settore dell’economia destinato a crescere specialmente nel Meridione, formando così una possibilità per gli investitori interessati a moltiplicare il proprio capitale.

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Con gli anni, quindi, il web marketing sarà molto più utilizzato nel Sud, anche grazie al progressivo allargamento della rete internet, nonché alla sua evoluzione.

L’avanzamento delle tecnologie del web preparano un terreno fertile allo sviluppo del web marketing, spingendo gli interessati a investire per migliorare la qualità dei servizi, ma anche per accelerare le modalità della sua diffusione nel Meridione italiano.

Il report Confindustria-Cerved, con la collaborazione di Srm-Studi e Ricerche per il mezzogiorno, fotografa lo stato dell’arte dell’imprenditoria nel Mezzogiorno dicendo che le piccole e medie imprese del Sud Italia hanno ripreso a crescere, trainate tra le altre cose dall’innovazione digitale.

Nel miglioramento del clima economico meridionale ci sono timidi ma significativi segnali che vengono dall’innovazione.

Attraverso un’analisi condotta sulle partecipazioni degli investitori specializzati in innovazione e una ricerca sui siti internet di startup e PMI italiane sono state identificate più di 3mila società che producono innovazione, in molti casi non iscritte ai registri ufficiali. Questo insieme di imprese impiega oltre 23mila addetti e produce ricavi per 3 miliardi di euro. Ancora poche, se paragonate con il resto d’Italia, ma posizionate in cluster dalle grandi potenzialità come il biotech, il software e internet of things, il settore mobile e quello dell’eco-sostenibilità.

Un esempio che conferma questi dati arriva da Potenza dove sono ben 524 le nuove imprese con alla guida un imprenditore under 35 che sono nate in provincia di Potenza nel primo semestre 2017. In questi primi sei mesi dell’anno, a fronte delle 145 cessazioni, il saldo della natimortalità di aziende giovanili risulta dunque ampiamente positivo, + 379, e consolida lo stock complessivo delle imprese condotte da under 35 a 4.064 unità, pari al 10,63% sul totale delle imprese registrate in provincia. Lo rivela un dato del Centro Studi Unioncamere Basilicata.

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Insomma l’innovazione digitale può diventare il traino del sud del nostro paese. Se si guarda l’uso dell’ICT nelle imprese: l’11,8 delle aziende del Sud vende on line, contro una media dell’11% (il Nord-Ovest è a 10,7 mentre il Centro a 9,5); il 26,2% utilizza software specializzato per il CRM (Customer Relationship Management), poco al di sotto della media nazionale del 30 per cento. Quattro Regioni del Sud inoltre sono ai vertici della classifica nazionale per percentuale di popolazione raggiunta con la banda larga fino a 30 Megabit per secondo.

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L’implementazione dell’innovazione digitale rappresenta un trampolino per far fare al sistema produttivo meridionale un salto decisivo verso la crescita. La creazione di una rete di Digital Innovation consentirà a tutte le imprese di entrare in contatto con le opportunità legate alla digitalizzazione della propria attività. Avranno così l’opportunità di realizzare un salto di qualità e ridurre il divario con le altre aree del Paese.

Eventi come Heroes,meet in Maratea 2017: seconda edizione sono fondamentali per la creazione della Digital Innovation in quanto favoriscono  la crescita del connubio tra l’innovazione, la digital transformation e l’imprenditoria, che riteniamo essere il vero motore del cambiamento del nostro paese.

Proprio per questi motivi MARKAPPA sarà presente all’evento, che si terrà a Maratea dal 21 al 23 settembre 2017.

Per tutti i nostri lettori che vogliano prendere parte all’iniziativa è previsto un codice sconto (HEROESMKAPPA) valido fino al 10 Settembre con la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto.

Per tutti gli eroi coraggiosi come noi… ci vediamo a Maratea!

Giuseppe De Nicola

Heroes Prize Competition, ecco le finaliste!

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Agosto 2017 – Manca poco alla seconda edizione dell’Heroes Prize Competition. La competizione, organizzata nell’ambito di Heroes, meet in Maratea e riservata alle migliori idee d’impresa del Paese, è già entrata nel vivo, con la pubblicazione della lista delle partecipanti alla fase finale.

Le 51 startup migliori, selezionate tra le oltre 130 pervenute, sono già pronte a sfidarsi a suon di pitch nel corso della tre giorni marateota. L’elenco comprende, oltre alle 40 selezionate a seguito del lancio della call, i vincitori dei contest locali realizzati nell’ambito delle università e di altri eventi territoriali.

Per conoscerle meglio, ecco una serie di dati che ci anticipano cosa succederà a Maratea, e quali sono i principali trend della gara che si chiuderà a settembre.

Settore di riferimento

Dall’analisi dei dati relativi ai partecipanti, emerge che il numero maggiore di startup giunte in finale appartiene al settore del Digital Health. Una rilevazione, pari al 13,7% sul totale, che conferma la tendenza già rilevata lo scorso anno, con il trionfo di dbGLOVE, dispositivo indossabile a sostegno di non vedenti e non udenti.

In seconda posizione realtà appartenenti alla categoria dell’Internet of Things, con l’11,8% delle finaliste. E poi, a pari merito, Food and Beverage e Marketplace, al 9,8%. Un dato in cui si rispecchia la richiesta di innovazione, anche nell’ambito di settori più tradizionali.

Revenue Model

Il 41,2% delle statup selezionate per l’ultima fase dell’Heroes Prize Competition adotta il modello di business B2B2C.

Lo rivela l’analisi dei dati di registrazione, secondo cui il Business to Business to Consumer supera ogni altro modello per quantità di realtà che lo rappresentano. Un dato che testimonia la forte presenza nella competizione di realtà digitali e legate al web.

In seconda posizione in termini numerici le idee d’impresa associabili al modello B2B, qui al 39,2%. In coda il B2C, al 19,6%.

Stadio di sviluppo

Per quanto riguarda lo stadio di sviluppo, si contenderanno il premio finale il 33,3% di startup in fase Seed. Per queste realtà, un’importante occasione di crescita, anche grazie alla possibilità di confronto con investitori provenienti dall’Italia e dall’estero.

Sul podio, in seconda posizione a pari merito, progetti d’impresa in fase Pre-Seed ed Early Stage, qui al 27,5%. L’11,8% delle realtà candidate si trova invece in fase Advanced.

Un ulteriore indicatore del livello delle startup partecipanti alla competizione è la presenza o meno di uno sviluppatore nel team. Rispetto al totale delle selezionate, è il 72,5% delle partecipanti ad avere questo tipo di figura a disposizione.

Provenienza geografica

La partecipazione del territorio in cui si svolgerà la manifestazione si deduce dai dati relativi alla provenienza geografica delle startup che raggiungeranno Maratea per la fase finale della competizione. In particolare, il 51% ha origine nel Sud Italia. Segue il Nord, al 27,5%, e il Centro, al 15,7%, mentre il 5,9% dei progetti hanno origine fuori dall’Italia.

Le province più presenti sono Milano e Roma, rispettivamente al 13,7% e all’11,8%. Napoli e Bari pari merito in terza posizione, con il 9,8% dei progetti generati nella propria area.

Direzione Maratea

Alle startup qui analizzate si aggiungono le realtà selezionate a seguito della call internazionale. Ad oggi sono oltre 25 i team che hanno fatto richiesta di partecipazione, per ciascuno dei paesi partner: Israele, Francia, Spagna, Svizzera, Grecia, Germania, Cipro, Malta, Marocco, Algeria e Tunisia. 5 le finaliste per ciascuno di essi.

Con tutte loro l’appuntamento è a Maratea, con la fase finale della competizione, e con tutti gli altri spazi riservati alle startup. Anche le non finaliste, infatti, avranno modo di entrare a contatto con investitori, innovatori e partner. Questo accadrà sia nella Social Arena, uno spazio in diretta social che ospiterà i pitch, sia nell’area dedicata al Business Matching, dove sarà possibile entrare in contatto con investitori, innovatori e partner.

Per tutte le presenti, una preziosa occasione di partecipazione e confronto, per costruire importanti occasioni di business.


Vi ricordiamo che per la nostra community c’è un codice sconto dedicato a chi vuole partecipare all’evento: HEROESMKAPPA

Il codice è attivo fino al 10 settembre, e prevede la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto: https://www.goheroes.it/it/iscrizioni-2017.html

Vi aspettiamo perchè… anche #questoèmarketing!

Oltre il convenzionale, il guerrilla marketing.

FRANCESCA LEONE

Proprio oggi, in una calda giornata di agosto, durante un pranzo, in famiglia squilla il telefono, chi sarà mai? Non c’è voluto troppo per scoprirlo, è bastato sentire le urla di mio padre sfinito dalle numerose chiamate che riceve ogni giorno dalla stessa compagnia pubblicitaria.

Ormai veniamo continuamente bombardati da messaggi promozionali, in radio, in TV, sui giornali, sui social e tramite e-mail, ma il più delle volte si ottiene l’effetto opposto e ci ritroviamo di fronte a consumatori che cercano di fare slalom tra le varie campagne di marketing. La domanda che viene da porsi è: ma il marketing tradizionale è efficace? Una soluzione potrebbe essere il guerrilla marketing. Il guerrilla marketing riesce a far ottenere obiettivi convenzionali attraverso l’impiego di mezzi non convenzionali con un utilizzo limitato di denaro. L’estro creativo stupisce, coinvolge, molto spesso regala sorrisi e fa si che il consumatore generi  il cosiddetto “word-of-mounth”, da utente ostile a promoter attivo.  Si avverte la sensazione di vivere un’esperienza unica che difficilmente verrà dimenticata, capace di creare un legame con il brand e l’utente, fino ad arrivare alla fidelizzazione. Il guerrilla marketing viene utilizzato molto spesso nelle campagne di sensibilizzazione per ben tre motivi: coinvolgimento, viralità e costi contenuti. Vediamo tre esempi di marketing non convenzionale in Italia nel 2017:

Le Guerrilla Girls: Decine e decine di maschere da gorilla indossate da persone di tutte le età hanno invaso il centro di Bologna con l’obiettivo di installare poster per protestare contro la predominanza maschile nel sistema  artistico.

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Where will Brussels take you?: La promozione di Bruxelles in Europa è stata affidata a un esercito di Puffi avvistati a Roma oltre che a Amsterdam, Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Anversa e Namur. I piccoli omini blu, invenzione delle fumettista belga Peyo, sono stati posizionati in tutti i punti turistici della città con lo scopo di rilanciare il turismo in seguito agli attacchi terroristici alla città di Bruxelles.

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Targhe dal futuro: gli artisti del team DustyEye fanno riflettere sulle nuove tecnologie e sull’uso sconsiderato dei social network attraverso l’affissione di targhe con messaggi provenienti dal futuro. Le targhe in questione, spuntate negli ultimi mesi a Roma, commemorano vittime colpevoli di non possedere un profilo social oppure a causa di violazione degli standard della community. DustyEye si serve della viralità per denunciare un mondo che ha perso l’umanità e l’ha consegnata in mano alle nuove tecnologie.

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Per ottenere una campagna di guerrilla marketing efficace è necessario rompere gli schemi, stare sempre sul pezzo, ma l’ingrediente fondamentale rimare la creatività: sorprendete i vostri consumatori!

MARKAPPA è Media Supporter di HEROES, Meet in Maratea 2017!

eventi, Senza categoria

MARKAPPA è lieta di essere media supporter di Heroes,meet in Maratea 2017: seconda edizione dal 21 al 23 settembre 2017. Il più grande evento dell’euro-mediterraneo dedicato a futuro e impresa.

Di seguito vi mostreremo il comunicato stampa di questa interessante iniziativa, cui invitiamo tutti i nostri lettori alla partecipazione (in fondo all’articolo è presente una promo a voi dedicata), in quanto siamo certi che il connubio tra l’innovazione, la digital transformation e l’imprenditoria sia il vero motore del cambiamento del nostro paese.

 

Agosto 2017 – Si terrà dal 21 al 23 settembre prossimo la seconda edizione di Heroes, meet in Maratea, primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival. Protagonisti i principali leader mondiali d’impresa, business angels, investitori, intellettuali, policy makers e le migliori startup del bacino euromediterraneo.

Il Festival, giunto alla sua seconda edizione, si svolgerà a Maratea, in Basilicata. In programma incontri e laboratori, alternati a concerti, escursioni in barca e relax in spiaggia con alcuni dei principali nomi nazionali e internazionali dell’economia e dell’innovazione.

Attraverso keynote speech, worshop, tavole rotonde, interviste, hackathon, showcases e business meeting, Heroes si propone di favorire l’incontro, la collaborazione e la nascita di nuove alleanze tra la domanda e l’offerta di innovazione, attraverso un approccio orientato alla contaminazione e alla co-progettazione.

Al centro dell’attenzione saranno le idee, i progetti e le imprese più innovative e sostenibili e in grado di dimostrare la capacità di rispondere efficacemente alle principali sfide tecnologiche, sociali ed economiche del nostro tempo, in gara per l’Heroes Prize Competition.

Obiettivo dell’iniziativa, creare un modello unico in Italia, in grado di far convergere gli ecosistemi nazionali relativi a innovazione, startup e imprenditoria, oggi frammentati. Un’occasione di incontro e confronto tra mondo diversi eppur complementari quali piccole, medie e grandi imprese, istituzioni, università e nuovi luoghi dell’innovazione, compartecipi nella definizione di nuove strategie di benessere condiviso, di competitività e di occupazione.

Rispetto allo scorso anno, ancora più spazio sarà riservato agli ospiti internazionali. Parteciperanno all’evento, tra gli altri, Chris Walts, Associate Director Ogilvy London, Davide Venturelli, Artificial Intelligence, Quantum Computing, Nanosciences and Robotics (NASA, USRA, Archon), Marco Grossi, Senior Manager Facebook, Marie Stafford, European Director The Innovation Group, Janusz Marecki, Senior Research Scientist Google DeepMind, Polina Raygorodskaya, CEO & Co-Founder Wanderu, Rui P. G. Pereira, Senior Creative Technologist Google, Savannah Peterson, Founder and Chief Unicorn Savvy Millennial.

E poi, ancora, Alessandro Mazzù, Consulente di Web Marketing, Marco Attisani, Founder e Ceo Watly, Matteo Sarzana, General Manager Italy Deliveroo, Mirko Pallera, Founder Ninja Marketing e Ninja Academy, Oliviero Toscani, fotografo, Oscar Di Montigny, Chief Marketing, Communication, Innovation Officer Banca Mediolanum, Roberto Magnifico, Partner  LVenture Group.

L’iniziativa prevede quest’anno anche un’area espositiva dedicata alle startup, e una sezione dedicata alla sperimentazione. Si discuterà di temi di rilevanza sociale ed economica, come Industria 4.0, Intelligenza artificiale, Interazione uomo-macchina, Realtà aumentata e Virtuale, Fintech, Cyber security e Trasferimento tecnologico.

Inoltre, si affronterà il tema dell’evoluzione dei settori produttivi più tradizionali a seguito della Digital Transformation. Un’evoluzione che sta incidendo, ad esempio, su educazione, medicina e salute, energia e ambiente, cultura e turismo, artigianato, moda e commercio, sicurezza e inclusione sociale.

Sono attesi 150 ospiti, 500 startupper e 1000 partecipanti, distribuiti nelle diverse aree allestite nell’occasione. Previste 4 sale per la formazione e il codesign, 3 investor matching area e 1 premio per l’innovazione.


 

Per tutti i nostri lettori che vogliano prendere parte all’iniziativa è previsto un codice sconto (HEROESMKAPPA) valido fino al 10 Settembre con la possibilità di acquistare il biglietto in modalità Ticket Only al prezzo di 79 euro + iva (anziché 199 euro + iva).

Il codice va inserito in fase di acquisto al seguente link nell’area indicata per l’inserimento del codice sconto.

Per tutti gli eroi coraggiosi come noi… ci vediamo a Maratea!

#questoèmarketing